Maranello, 24 giugno 2026 – A due settimane dal Gran Premio di Barcelona-Catalunya, vinto da Lewis Hamilton, la Formula 1 torna in pista per un’altra doppietta europea che vedrà il campionato fare tappa in Austria e poi in Gran Bretagna. La Scuderia Ferrari HP arriva sulle montagne della Stiria con l’obiettivo di proseguire il lavoro svolto nelle ultime gare, consapevole che su un tracciato tanto breve quanto impegnativo ogni dettaglio può fare la differenza. Per la seconda volta in questa stagione il team schiererà tre piloti: Dino Beganovic, membro della Ferrari Driver Academy e attualmente impegnato nel campionato di Formula 2 con il team DAMS, salirà infatti sulla SF-26 di Charles Leclerc nella prima sessione di prove libere del venerdì, completando uno dei turni riservati ai giovani piloti previsti dal regolamento.
La pista. Il tracciato di Spielberg misura 4,318 chilometri e presenta dieci curve. È uno dei circuiti più brevi del calendario e combina lunghi rettilinei con importanti staccate, soprattutto alle curve 1, 3 e 4, oltre a una sezione finale più guidata e caratterizzata da saliscendi che mettono alla prova l’equilibrio della vettura. La conformazione del tracciato solitamente favorisce i sorpassi e rende spesso la gara particolarmente combattuta. Trattandosi di un tracciato molto corto, i distacchi sono generalmente ridotti e anche pochi centesimi possono fare una differenza significativa in qualifica.
Meteo e programma. Situata a oltre 700 metri sul livello del mare e circondata da montagne, la pista è nota per le condizioni meteorologiche variabili, con improvvisi cambiamenti che possono influenzare l’andamento delle sessioni. Il weekend seguirà il formato tradizionale con la prima sessione di prove libere in programma venerdì alle 13.30 CEST e la seconda alle 17. Sabato l’ultima ora di prove inizierà alle 12.30, mentre le qualifiche scatteranno alle 16. Il Gran Premio d’Austria prenderà il via domenica alle 15: sono previsti 71 giri, pari a 306,452 chilometri.
“Arriviamo in Austria incoraggiati dai segnali positivi mostrati nelle ultime gare, anche se siamo consapevoli che c’è ancora molto lavoro da fare e che dobbiamo continuare a concentrarci su noi stessi. Come abbiamo sempre fatto fin dall’inizio della stagione, approcceremo questo weekend con lo stesso metodo e la stessa mentalità, cercando di mettere insieme un fine settimana lineare sotto ogni aspetto, dall’esecuzione in pista alle scelte strategiche da prendere al muretto.
Sappiamo che ogni weekend rappresenta una storia a sé. Per questo continueremo ad affrontare una gara alla volta, con umiltà, con l’obiettivo di ottenere il massimo”.
Fred Vasseur, Team Principal
Ferrari Stats
GP disputati
1129
Stagioni in F1
77
Debutto
Monaco 1950 (A. Ascari 2nd; R. Sommer 4th; L. Villoresi ret.)
Vittorie
249 (22,05%)
Pole Position
254 (22,50%)
Giri veloci
266 (23,56%)
Podi
842 (24,86%)
Ferrari Stats GP d’Austria
GP disputati
37
Debutto
1964 (L. Bandini 1°; J. Surtees ret.)
Vittorie 6 (16,22%)
Pole Position 8 (21,62%)
Giri veloci 5 (13,51%)
Podi 30 (27,03%)
Tre domande a… Enrico Gualtieri
TECHNICAL DIRECTOR POWER UNIT
1. Enrico, l’Austria segna l’introduzione di una specifica aggiornata della Power Unit. Come descriveresti la filosofia alla base di questa evoluzione e quanto della prestazione in Formula 1 deriva da una serie di piccoli guadagni piuttosto che da un singolo grande passo?
La Formula 1 è da sempre uno sport fatto di dettagli e di miglioramenti continui. Lo sviluppo di una power unit segue normalmente cicli lunghi, perché ogni passo – soprattutto quelli più significativi – richiede un intenso lavoro di ricerca e sviluppo e una validazione molto approfondita. Per questo motivo è raro assistere a cambiamenti radicali nel corso della stagione, soprattutto quando coinvolgono l’integrazione con la vettura e le sue condizioni operative. Fin dall’inizio del progetto 2026 abbiamo affiancato un lavoro di sviluppo continuo a programmi con un orizzonte più lungo, con l’obiettivo di sfruttare ogni opportunità disponibile per incrementare la prestazione della nostra power unit. Questi due filoni procedono in parallelo e spesso si rafforzano a vicenda. Tutto il team in fabbrica sta lavorando con grande intensità per sfruttare al meglio le opportunità aggiuntive offerte dal meccanismo ADUO, in piena coerenza con la nostra roadmap di sviluppo. L’aggiornamento che introduciamo a Spielberg è relativamente contenuto e riflette il lavoro svolto nelle ultime settimane per trasferire in pista i progressi maturati nei nostri programmi di sviluppo. È comunque l’espressione di uno dei principi fondamentali della Formula 1: migliorarsi continuamente, reagire rapidamente e introdurre gli aggiornamenti non appena sono disponibili.
2. Si è parlato molto degli ultimi sviluppi della power unit. In un campionato così competitivo, quanto è realistico aspettarsi che un singolo aggiornamento possa cambiare gli equilibri?
Come detto, si tratta di un aggiornamento limitato e, da solo, non sarà sufficiente a cambiare i valori in campo. Quello che testimonia è l’atteggiamento della squadra e dei nostri partner tecnici, tutti determinati a continuare a spingere e sfruttare ogni opportunità per migliorare il pacchetto. In un campionato competitivo come quello attuale è irrealistico pensare che un singolo aggiornamento possa trasformare il quadro generale, soprattutto considerando gli attuali vincoli regolamentari e di omologazione. La prestazione si costruisce nel tempo, attraverso tanti piccoli passi e grazie alla capacità di ottimizzare il pacchetto gara dopo gara.
3. Con tutti i costruttori impegnati a sviluppare le proprie soluzioni, è corretto dire che mantenere il ritmo di sviluppo sia importante quanto il guadagno assoluto garantito da ogni singolo aggiornamento?
È assolutamente corretto. In questa fase iniziale del nuovo ciclo regolamentare, nella quale le prestazioni non sono ancora del tutto convergenti, mantenere un elevato ritmo di sviluppo è importante tanto quanto il guadagno assoluto portato da ogni singolo aggiornamento. Questo campionato sarà una sfida da affrontare nell’arco dell’intera stagione, non solo in termini di prestazione pura, ma anche per quanto riguarda la capacità di ottimizzare ogni componente in pista e di garantire robustezza e affidabilità all’intero pacchetto. In questa fase è fondamentale ridurre il più possibile il tempo che intercorre tra ciò che impariamo in pista e ciò che sviluppiamo in fabbrica: reagire rapidamente a quanto emerge in ogni weekend, trasferire queste informazioni nei programmi di sviluppo e introdurre i miglioramenti con efficacia. Siamo perfettamente consapevoli che alcuni dei nostri concorrenti hanno fatto un lavoro migliore finora. Fa parte della realtà della Formula 1 e rappresenta per noi uno stimolo e un obiettivo molto chiaro. Sappiamo che non sarà un percorso semplice e preferiamo affidarci ai fatti piuttosto che alle promesse. Posso però dire che tutto il gruppo è estremamente unito e lavora con grande dedizione. Siamo convinti che, con concentrazione, metodo e costanza, potremo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.
Profilo
Enrico Gualtieri
Data di nascita: 21/02/1975
Luogo: Modena (Italia)
Nazionalità: Italiana
Gran Premio d’Austria: numeri e curiosità
788. Tante sono le montagne della Stiria che superano i 2.000 metri di altitudine, un primato tra i nove Länder austriaci. Dall’Hoher Dachstein, che con i suoi 2.995 metri è la vetta più alta della regione, alle montagne del Gesäuse National Park, il paesaggio della Stiria è dominato dalle Alpi e da una natura così rigogliosa da averle fatto guadagnare il soprannome di “Cuore verde dell’Austria”.
1696. Il primo riferimento all’Apfelstrudel (strudel di mele), – uno dei pilastri della pasticceria austriaca – si trova all’interno del manoscritto noto come Koch Puech, un ricettario conservato presso la Biblioteca Nazionale di Vienna. Secondo gli esperti, le origini del dolce rotolo di pasta sfoglia ripieno di mele e aromatizzato alla cannella risalgono agli antichi dessert mediorientali (simili al baklava), “importati” nell’impero Austro-ungarico tramite l’impero Ottomano.
1971. L’anno in cui la Stiria iniziò a promuoversi con il nome di “Cuore verde dell’Austria” (Grünes Herz Österreichs), un’espressione destinata a diventare il simbolo stesso della regione. Il nome prende vita dal fatto che esiste un’estesa copertura forestale, che interessa circa il 60% del territorio, e si materializza in paesaggi dominati da montagne, laghi e pascoli alpini. Ancora oggi il “cuore verde” è uno degli emblemi più riconoscibili della Stiria, tanto da comparire nel logo ufficiale dell’ente turistico regionale.
1999. L’anno in cui il centro storico di Graz è stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Nel 2010 il riconoscimento è stato esteso anche al castello di Eggenberg, uno dei più importanti esempi di architettura barocca dell’Europa centrale.
3000. Le tonnellate di Steirisches Kürbiskernöl (olio di semi di zucca della Stiria) prodotte ogni anno in Stiria. Il prodotto ha ottenuto dall’Unione Europea il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta) nel 2001 ed è conosciuto come “l’oro verde della Stiria” per il suo caratteristico colore scuro e il sapore leggermente nocciolato. Viene utilizzato quasi esclusivamente a crudo per condire insalate, zuppe e verdure ma in Austria è tradizione abbinarlo persino al gelato alla vaniglia, una combinazione considerata una delle specialità più tipiche della regione.
24 giugno 2026









