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  • Dieci momenti significativi della storia Ducati diventano ispirazione per altrettante moto uniche, prodotte in serie numerata e limitata a soli cento esemplari ciascuna
  • Tecnologia, design, arte: ogni moto è dotata di una componentistica unica che assieme alla livrea la rende un’icona irripetibile, corredata anche da due opere d’arte
  • I possessori di ciascun modello potranno completare l’esperienza “Collezione 100” con casco e giubbotto nella stessa livrea della moto
  • Le due DesmosediciGP del team Ducati Lenovo correranno con una livrea speciale che unisce in un’opera unica quelle delle Collezione 100
Scarperia (Firenze, Italia), 28 maggio 2026 – Il circuito del Mugello, su cui le Desmosedici MotoGP hanno scritto pagine indimenticabili della storia sportiva Ducati, è lo scenario della presentazione della Collezione 100. Dieci modelli, dieci edizioni numerate e limitate a soli 100 esemplari ognuna, che ripercorrono dieci momenti della storia Ducati.

Vere icone contemporanee create per celebrare il Centenario della Casa di Borgo Panigale.

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Ciascuno degli esemplari è reso unico da una dotazione speciale: la livrea ispirata a una moto iconica della storia Ducati, le selle in Alcantara o in pelle con logo Ducati ricamato e dettagli tecnici pregiati come le pinze freno in Bronzo Centenario. Questo colore è riservato alla collezione ed è utilizzato anche per la corona del tappo serbatoio, e per la targhetta con il numero dell’esemplare rivettata sulla testa di sterzo o sui cavallotti ricavati dal pieno. Diverse componenti meccaniche di ciascuna moto hanno una colorazione esclusiva che completa la livrea storica. La frizione a secco, che costituisce una prima assoluta per i modelli V2*, completa l’autenticità di questa storica collezione.

Ogni moto è accompagnata da un casco e da un cavalletto posteriore dedicati, realizzati negli stessi colori della livrea, dal telo coprimoto, e dal certificato di autenticità. E naturalmente, come su tutte le Ducati da collezione, l’esperienza di salire in sella sarà resa ancora più speciale dal cruscotto dotato di cerimonia di accensione dedicata. Chi vorrà potrà poi completare il suo look con un giubbotto che riprende la livrea della moto.

Anche per la Collezione 100 Ducati conferma il proprio legame con il mondo dell’arte coinvolgendo l’artista Ugo Nespolo. Grande protagonista dell’arte italiana del secondo Novecento e appassionato Ducatista, Nespolo si è unito con entusiasmo a questo progetto. Ogni esemplare della Collezione 100 sarà accompagnata da una coppia di multipli d’arte numerati con lo stesso progressivo della moto e firmati dallo stesso Nespolo, che ha interpretato con il suo inconfondibile stile, colorato e dinamico, ogni modello della collezione 100 e la moto storica che ne ha ispirato la livrea. Le opere originali contribuiranno ad arricchire la Collezione Fondazione Ducati.

Nasce così una collezione di veri gioielli: unici, inconfondibili e di grande carattere.

La presentazione si è svolta sul leggendario rettilineo del tracciato toscano su cui, per la prima volta nella storia della MotoGP, Ducati ha allestito un vernissage. Un vero e proprio percorso da galleria d’arte, in cui le opere di Nespolo hanno accolto gli ospiti, accompagnandoli in un percorso culminante con il disvelo delle dieci moto della Collezione 100.

Durante l’evento, Marc Marquez e Pecco Bagnaia hanno svelato le moto del team Ducati Lenovo, impreziosite da una livrea speciale per la gara del Mugello, il cui design fa convivere sulla carena le dieci grafiche delle moto della Collezione 100 con i nomi dei dipendenti Ducati. I dettagli celebrativi del centenario e le date 1926-2026 sono glitterati, richiamando la storica 750 Imola Desmo, mentre sul cupolino la grafica moderna contrasta con una tabella portanumero ovale e il font d’epoca.

Alcuni partner Ducati hanno preso spunto per realizzare prodotti dedicati al Centenario della Casa di Borgo Panigale. Collezione 100 è infatti stata di ispirazione per la serie di quattro zaini realizzata da Piquadro svelata nel corso dell’evento. Carrera, sponsor ufficiale del team Ducati Lenovo, ha invece presentato l’occhiale Anniversary Edition, realizzato in serie numerata e limitata a 500 pezzi.

La prossima occasione per il pubblico di vedere dal vivo la Collezione 100 sarà al World Ducati Week, dove potranno venire ammirate in uno spazio a loro riservato da tutti i Ducatisti il 3, 4 e 5 luglio.

Successivamente, le dieci moto intraprenderanno un viaggio che le porterà al Festival of Speed di Goodwood, evento di portata mondiale e appuntamento imprescindibile per gli appassionati di auto e moto. Infine, la Collezione 100 tornerà a Bologna, per venire orgogliosamente esposta in diversi musei del territorio.

 

Panigale V4 S 100 (750 Imola Desmo – 1972)

La livrea della Panigale V4 S 100 si ispira alla grafica della moto che vinse la prima edizione della 200 Miglia di Imola nel 1972 con i piloti Paul Smart e Bruno Spaggiari.

La 750 Imola Desmo fu sviluppata sulla base della 750 GT, la prima bicilindrica stradale di Ducati. La moto riprendeva concettualmente la base meccanica della 750 GT, ma utilizzava il sistema di distribuzione desmodromico, non previsto sulla GT, e montava la vestizione della 500 GP, nata invece per le competizioni nella classe regina. Il caratteristico colore argento “glitterato”, che si rifaceva all’estetica fantascientifica tanto in voga in quegli anni, era già stato usato in produzione da Ducati per la 250 e la 350 Desmo monocilindrica, successivamente applicato alla 500 GP prima, e alla 750 Imola Desmo poi.

La vittoria di Imola rappresentò un inaspettato quanto trionfale momento per la casa di Borgo Panigale, che si impose su Giacomo Agostini e la sua MV Agusta. L’eco del trionfo imolese dei piloti Paul Smart e Bruno Spaggiari portò a Ducati una popolarità enorme, al punto che, a grande richiesta, fu necessario realizzare l’anno successivo, nel 1973, la 750 Supersport Desmo, prima bicilindrica stradale desmodromica realizzata dalla casa di Borgo Panigale.

La Panigale V4 S 100 è arricchita dalla sella in Alcantara con logo Ducati 100 a ricamo, da ali, parafanghi e cover motore e scarico in pregiata fibra di carbonio, e riporta nome e numero progressivo su una targhetta Bronzo Centenario rivettata alla piastra di sterzo in alluminio dal pieno. La frizione a secco e lo scarico Akrapovič in titanio e carbonio rendono unico anche il sound della Panigale V4 S 100. La dotazione a corredo comprende i kit di rimozione specchi e targa, il coperchio frizione aperto e il tappo serbatoio in alluminio dal pieno in colore Bronzo Centenario, riservati all’utilizzo in circuito. La Panigale V4 S 100 viene consegnata in un’esclusiva cassa in legno personalizzata.

 

Panigale V2 S 100 (750 Super Sport Desmo – 1975)

La livrea della Panigale V2 S 100 si ispira alla grafica della 750 Super Sport Desmo utilizzata da Franco Uncini nella stagione 1975 per il campionato italiano di velocità, vinto per l’appunto dal pilota marchigiano, con la moto gestita dal team fondato da Bruno Spaggiari.

Alla fine del 1973, Ducati decise di affidare la gestione del team a Bruno Spaggiari, ex-pilota e fondatore di un suo team, sostenuto dalla casa bolognese per partecipare alle gare del campionato italiano per moto derivate dalla produzione di serie con la potente 750 Super Sport Desmo, moto apprezzatissima dal pubblico competente.

Il giallo della livrea richiamava le 750 Sport stradali e si combinava con dettagli in un particolare colore marrone/bordeaux che all’epoca veniva utilizzato sui motori marini entrobordo assemblati nello stabilimento di Borgo Panigale.

La Panigale V2 S 100 è arricchita dalla sella in Alcantara con logo Ducati 100 a ricamo, dai semimanubri sportivi ricavati dal pieno, dall’ammortizzatore di sterzo, e dal nome e numero progressivo su una targhetta nella finitura Bronzo Centenario rivettata alla piastra di sterzo anch’essa ottenuta dal pieno. Inoltre, questa Panigale V2 è il primo modello della nuova famiglia Ducati V2 su cui viene montata la frizione a secco, sviluppata specificamente per questo modello, che rende il motore particolarmente compatto. Anche in questo caso, la dotazione a corredo comprende i kit di rimozione specchi e targa, il coperchio frizione aperto e la corona del tappo serbatoio in alluminio dal pieno in colore Bronzo Centenario, riservati all’utilizzo in circuito.

 

Streetfighter V4 S 100 (Ducati 900 Sport Desmo Darmah – 1979)

La livrea dello Streetfighter V4 S 100 si ispira alla grafica della 900 Sport Desmo Darmah del 1979.

Negli anni ’70 e ’80 le grafiche nero e oro erano estremamente di moda nel mondo del motorsport e Ducati non faceva eccezione, in particolare applicò questo schema colori alla 900 Sport Desmo Darmah, di fatto una Streetfighter ante-litteram.

In Italia, inoltre, era forte la fascinazione per i paesi esotici, fascinazione che si traduceva, a Borgo Panigale, in nomi di pura fantasia, come Darmah, oppure in dettagli, come la caratteristica testa di tigre rappresentata, appunto, sui fianchetti della 900 Sport Desmo Darmah. La testa è un elemento grafico estremamente caratterizzante, ripreso anche nel sottocoda della Streetfighter V4 Collezione 100 e nel casco e nella giacca abbinati.

Lo Streetfighter V4 S 100 è arricchito dalla sella in Alcantara con logo Ducati 100 a ricamo, da parafango posteriore, cover motore e scarico in pregiata fibra di carbonio, dalla frizione a secco e riporta nome e numero progressivo su una targhetta nella distintiva tonalità Bronzo Centenario sulla piastra di sterzo in alluminio dal pieno. La dotazione a corredo comprende i kit di rimozione specchi e targa, il coperchio frizione aperto e la corona tappo serbatoio in alluminio dal pieno in colore Bronzo Centenario, riservati all’utilizzo in circuito. Lo Streetfighter V4 S 100 viene consegnato in un’esclusiva cassa in legno personalizzata.

 

Monster 100 (Monster S4Rs Tricolore – 2008)

La livrea tricolore del Monster 100 si ispira alla grafica del Monster S4Rs Tricolore del 2008.

Il Monster S4Rs Tricolore di fatto rappresentò una sorta di final edition per la prima generazione di Monster, quella che Ducati produsse dal 5 marzo 1993 fino al 2008, diventando uno dei modelli più riconoscibili e iconici non solo per la casa di Borgo Panigale ma per il mondo delle due ruote in generale.

Il Monster 100 è reso unico dalla frizione a secco, completa di coperchio in fibra di carbonio fornito a corredo, dalla sella in Alcantara con logo Ducati 100 a ricamo, e dal cupolino e dal kit coprisella che le regala un look monoposto. La targhetta con nome e numero progressivo dell’esemplare è in colore Bronzo Centenario è rivettata sui cavallotti di sterzo ottenuti dal pieno. Il colore viene utilizzato anche sull’anello del tappo serbatoio e sulle pinze freno, come nel caso di tutte le moto della Collezione 100.

 

XDiavel V4 100 (750 Super Sport “California Hot Rod” – 1977)

La livrea della XDiavel V4 100 si ispira alla grafica della speciale 750 Super Sport chiamata “California Hot Rod”, moto con cui Cook Neilson è entrato nella storia di Ducati vincendo sul Circuito di Daytona nel 1977. L’evento ebbe grande rilevanza in quanto era la prima volta che una moto italiana vinceva una gara per derivate di serie negli Stati Uniti, un evento che fece aumentare in maniera importante fama e vendite di Ducati oltreoceano.

A metà degli anni Settanta, infatti, la visibilità di Ducati negli Stati Uniti era praticamente limitata a un solo modello, lo Scrambler, un modello quasi off-road importato dai fratelli Berliner, ma nel 1977 le cose cambiarono grazie al memorabile trionfo di Cook Neilson sulla pista ovale di Daytona.

L’XDiavel V4 100 è reso unico, anche nella collezione 100, dalla sella in pelle con logo Ducati 100 a ricamo, e dalla parte centrale del manubrio ricavata dal pieno con nome e numero progressivo riportati su una targhetta rivettata in finitura Bronzo Centenario, dettagli meccanici di grande pregio. La frizione a secco rende ancora più personale l’esperienza di guida. La dotazione a corredo comprende la sella passeggero in pelle, la corona tappo serbatoio in Bronzo Centenario e il coperchio frizione aperto, questi ultimi non omologati per la circolazione su strada. L’XDiavel V4 S 100 viene consegnata in un’esclusiva cassa in legno personalizzata.

 

Diavel V4 RS 100 (900 Replica – 1979)

La livrea della Diavel V4 RS 100 si ispira alla grafica della 900 Replica stradale del 1979, una delle moto più iconiche della storia della Ducati.

A suo tempo, dopo l’incredibile vittoria della Ducati al Tourist Trophy del 1978, la casa di Borgo Panigale avviò la produzione di una serie di moto che evocassero la livrea della 900 che vinse sull’Isola di Man. Nacque così la 900 Replica, di fatto la prima replica stradale di una moto da corsa Ducati, che divenne subito uno degli oggetti più ambiti tra gli appassionati del marchio.

La particolare livrea verde e rossa con filetti bianchi, che riprendeva lo schema colori della moto vittoriosa al Tourist Trophy, rappresenta anche un primissimo caso di livrea “quasi” tricolore, tricolore che poi verrà applicato da Ducati ad alcuni dei modelli più sportivi ed esclusivi della propria produzione negli anni a seguire.

La 900 Replica è stata uno dei modelli di maggiore successo per Ducati, prodotta per cinque anni, fino a quando ne venne sospesa la produzione alla fine del 1984.

Il Diavel V4 RS 100 è realizzato sulla base tecnica del Diavel V4 RS, dotato di motore Desmosedici Stradale. Questo modello è impreziosito dalla sella in Alcantara con logo Ducati 100 a ricamo, dalla parte centrale del manubrio lavorata dal pieno con nome e numero progressivo riportati su una targhetta rivettata in Bronzo Centenario, e dalla corona tappo serbatoio nella stessa pregiata finitura. La dotazione a corredo comprende la sella passeggero in Alcantara, il tappo serbatoio ottenuto dal pieno e il coperchio frizione aperto, questi ultimi non omologati per la circolazione su strada. Il Diavel V4 RS 100 viene consegnato in un’esclusiva cassa in legno personalizzata.

 

Multistrada V4 RS 100 (500 SL Pantah – 1979)

La livrea della Multistrada V4 RS 100 si ispira alla grafica della 500 SL Pantah del 1979, anno che vide grandi innovazioni tecniche in casa Ducati, finalizzate a modernizzare e rendere più attuali le moto prodotte a Borgo Panigale.

Nacque la 500 SL Pantah, la prima Ducati equipaggiata da un telaio in traliccio, ancora comunque lontano dal traliccio che ha contraddistinto il marchio per quasi cinquant’anni, e il motore Pantah, che abbandona le coppie coniche, in uso fin dai tempi della Gran Sport Marianna (1955).

La moto, che sfoggia il design squadrato tipico delle moto dei primi anni 80 e una livrea caratterizzata dal logo disegnato per Ducati dal designer di auto Giorgetto Giugiaro, viene apprezzata per la facilità di guida e per la leggerezza. Essendo la Multistrada V4 RS 100 sviluppata sulla base tecnica della top di gamma Multistrada V4 RS, caratterizzata dal motore Desmosedici Stradale, la livrea riporta anche il logo del Desmo sul codino.

La Multistrada V4 RS 100 è dotata di sella in Alcantara con logo Ducati 100 a ricamo, e riporta nome e numero progressivo su una targhetta Bronzo Centenario fissata ai cavallotti manubrio e alla piastra di sterzo in alluminio dal pieno. La dotazione a corredo comprende l’anello del tappo serbatoio in colore Bronzo Centenario e il coperchio frizione aperto in fibra di carbonio, non omologati per la circolazione su strada. La Multistrada V4 RS 100 viene consegnata in un’esclusiva cassa in legno personalizzata.

 

Scrambler 100 (250 Scrambler – 1962)

La livrea dello Scrambler 100 si ispira alla grafica della 250 Scrambler del 1962, la prima versione di Scrambler Ducati, prodotta esclusivamente per il mercato statunitense.

La nascita della Scrambler è strettamente legata alla figura del primo importatore americano Joe Berliner, l’uomo che volle fortemente un modello inedito da vendere oltreoceano. Ducati veniva dal successo mediatico legato al giro del mondo di Monetti e Tartarini del 1957 e il clamore dell’impresa arrivò anche in America, dove crebbe l’interesse per il marchio bolognese, fino ad allora quasi sconosciuto.

Berliner richiese a Ducati una moto da dirt track, una off-road, che certo non era ancora stata pensata a Borgo Panigale ma che si concretizzò proprio con la 250 Scrambler nel 1962.

Lo Scrambler 100 nasce sulla base tecnica dello Scrambler Nightshift, arricchita dalla sella in Alcantara con logo Ducati 100 a ricamo e dalla targhetta con nome e numero progressivo dell’esemplare nella finitura Bronzo Centenario, rivettata sui cavallotti di sterzo ricavati dal pieno. Il tappo serbatoio ottenuto dal pieno, con anello in Bronzo Centenario, è fornito a corredo.

 

Hypermotard V2 SP 100 (860 “24 Horas de Montjuïc” – 1975)

La livrea della Hypermotard V2 SP 100 si ispira alla 860 “24 Horas de Montjuïc”.

Dopo la vittoria alla 200 Miglia di Imola del 1972, i vertici Ducati ritennero che la strada giusta da percorrere per riportare il marchio alla popolarità fosse quella delle “racing” derivate dalla produzione di serie, in particolare nelle gare di durata.

A tal scopo, per Ducati fu necessario ampliare la gamma dei bicilindrici con un motore di cilindrata superiore rispetto al classico 750, che potesse sostenere lo “stress” delle lunghe gare endurance quali il Bol D’Or e la 24 Horas de Montjuïc, corsa dove la casa di Borgo Panigale vinse parecchie edizioni.

La Ducati 860 vide il suo debutto vincente già nel 1973 con il prototipo della 860 Desmo, che sarebbe poi diventata la Ducati 900 Super Sport nella versione stradale. Nel 1975 i piloti Salvador Canellas e Benjamin “Min” Grau, che già avevano vinto nel 1973 con la bicilindrica bolognese, ripeterono il successo nella gara catalana, ma con i colori sgargianti del team NCR di Nepoti e Caracchi.

La Hypermotard V2 SP 100 è realizzata sulla base della versione SP, caratterizzata da sospensioni Öhlins e cerchi forgiati. È arricchita dalla sella in Alcantara con logo Ducati 100 a ricamo, e riporta nome e numero progressivo su una targhetta in pregiato Bronzo Centenario rivettata sui cavallotti manubrio e alla piastra di sterzo in alluminio lavorato dal pieno. Anche la Hypermotard V2 della Collezione 100 è dotata di frizione a secco. La dotazione a corredo comprende il tappo serbatoio ottenuto dal pieno in Bronzo Centenario e il coperchio frizione aperto in fibra di carbonio, non omologati per la circolazione su strada.

 

DesertX 100 (Pantah “Ice” – 1981)

La livrea della DesertX 100 si ispira alla grafica della Pantah “Ice” del 1981, che rappresenta uno dei più curiosi episodi di product placement nella storia della Ducati.

La Pantah “Ice” non era che una Pantah 500 modificata, in particolare per le curiose gomme chiodate e l’eliminazione dell’impianto frenante, in modo da permetterne l’utilizzo su piste ghiacciate.

La Ducati, infatti, all’epoca era gestita dalle partecipazioni statali, che controllavano anche case automobilistiche come l’Alfa Romeo. L’EFIM, l’ente che controllava sia Ducati che Alfa Romeo, organizzò all’inizio degli anni ’80 un campionato per auto Alfasud sui tracciati ghiacciati delle Alpi. Le gare si svolgevano in due manche; nella pausa tra la prima e la seconda gara le coloratissime Pantah “Ice” garantivano lo spettacolo per il pubblico. Le Pantah Ice venivano realizzata in diverse livree; quella scelta per la DesertX 100, gialla con bande blu, appartiene a un esemplare che fino a qualche anno fa faceva parte della collezione del Museo Ducati.

La DesertX 100 è dotata di sella in Alcantara con logo Ducati 100 a ricamo, e riporta nome e numero progressivo su una targhetta Bronzo Centenario fissata sui cavallotti manubrio della piastra di sterzo realizzata dal pieno. Il parafango anteriore alto e la griglia in alluminio a protezione del radiatore esaltano l’indole fuoristradistica del modello. La dotazione a corredo comprende il tappo serbatoio in Bronzo Centenario e la protezione a griglia per il faro anteriore, non omologati per la circolazione su strada.

 

 

*Non presente su DesertX 100 e Scrambler 100

#Ducati #Collezione100