Maranello, 19 agosto 2026 – Il Campionato del Mondo di Formula 1 torna in pista dopo la pausa estiva per il Gran Premio d’Olanda, dodicesimo appuntamento della stagione, in programma sul circuito di Zandvoort. Il weekend olandese segna l’inizio della seconda parte del campionato aprendo una fase che si preannuncia particolarmente intensa e con molti scenari aperti. La Scuderia Ferrari HP riparte dalla seconda posizione nella classifica del Mondiale Costruttori e dal secondo e quarto posto occupati rispettivamente da Lewis Hamilton e Charles Leclerc in quella riservata ai piloti, con una vittoria ciascuno.
La pista. Zandvoort rappresenta quindi il primo banco di prova dopo le settimane di pausa. La pista olandese, lunga 4.259 metri, si sviluppa tra le dune affacciate sul Mare del Nord ed è caratterizzata da una sequenza di curve veloci, da cambi di direzione e da tratti sopraelevati che la rendono unica nel calendario. La carreggiata stretta e il disegno tortuoso rendono i sorpassi molto complessi: la qualifica sarà dunque fondamentale. Il poco spazio a disposizione e la presenza della ghiaia immediatamente oltre i limiti della pista richiedono inoltre grande precisione, mentre vento e condizioni meteorologiche possono costituire ulteriori variabili nel corso del fine settimana.
Weekend Sprint. Il Gran Premio d’Olanda sarà il quinto weekend della stagione con il formato Sprint. Il programma entrerà subito nel vivo venerdì, con la sola sessione di prove libere, alle 12.30 CEST, prima della Sprint Qualifying delle 16.30. Sabato alle ore 12 si disputerà la gara breve – sulla distanza dei 24 giri – seguita alle 16 dalle qualifiche. Domenica tutto il focus sarà sulla gara, che prevede 72 tornate e prenderà il via alle 15.
“Zandvoort segna l’inizio della seconda parte della stagione: il nostro approccio resta lo stesso, affrontare una gara alla volta concentrarci su noi stessi. Abbiamo ricaricato le batterie e siamo pronti per quella che ci aspettiamo essere una competizione molto serrata. Come sempre con il formato Sprint, avremo a disposizione una sola sessione di prove libere prima della Sprint Qualifying, il che rende ancora più importante la preparazione e il fatto di riuscire a fare tutto nel modo giusto fin dai primi giri. Zandvoort è una pista impegnativa sia per i piloti sia per le vetture e il nostro obiettivo sarà metterci nella migliori condizioni possibili per sfruttare al massimo le opportunità che si presenteranno.”
Fred Vasseur, Team Principal
Ferrari Stats
GP Disputati
1133
Stagioni in F1
77
Debutto
Monaco 1950 (A. Ascari 2nd; R. Sommer 4th; L. Villoresi ret.)
Vittorie
250 (22.07%)
Pole Position
254 (22.42%)
Giri Veloci
267 (23.57%)
Podi
845 (24.86%)
Ferrari Stats GP d’Olanda
GP Disputati
34
Debutto
1952 (A. Ascari 1st; G. Farina 2nd; L. Villoresi 3rd; C. de Tornaco ret.)
Vittorie
8 (23.53%)
Pole Position
7 (20.59%)
Giri Veloci
10 (29.41%)
Podi
26 (25.49%)
Tre domande a…
Bari Broumand
Pilota Scuderia Ferrari HP Esport
1. Conosci particolarmente bene Zandvoort e ci hai vinto nel mondo virtuale. Cosa rende questo circuito così impegnativo e al tempo stesso così divertente?
Zandvoort è uno dei miei circuiti preferiti e anche uno di quelli sui quali riesco a essere più competitivo, perché combina curve lente e veloci senza lasciare praticamente alcun margine di errore. Se sbagli, è difficile riuscire a limitare i danni. È proprio uno degli aspetti che apprezzo di più di questa pista: è estremamente impegnativa, ma allo stesso tempo molto gratificante quando riesci a mettere insieme un giro come si deve. Ciò che amo particolarmente è il ritmo del tracciato. Tra le curve 2 e 3 è fondamentale mantenere la velocità e trovare fin da subito il giusto feeling. Poi si entra nel settore centrale, dove le curve 6, 7, 8, 9 e 10 richiedono di conservare quella stessa fluidità per tutta la sequenza. Alcune curve sono inoltre piuttosto strette, quindi azzeccare la traiettoria ideale è fondamentale. Tutti questi elementi rendono Zandvoort un circuito estremamente divertente da guidare. In gara sorpassare non è semplice, ma dal punto di vista della prestazione sul giro secco resta, a mio parere, uno dei circuiti più belli e divertenti dell’intero calendario.
2. In un weekend Sprint la preparazione è fondamentale, come del resto lo è negli Esports. Come si prepara una Sprint e quanto lavoro c’è dietro le quinte?
In un weekend Sprint la preparazione assume un’importanza ancora maggiore. A Zandvoort il bilanciamento della vettura e l’assetto sono aspetti determinanti e, se non si trova subito la direzione giusta, si rischia di rincorrere per tutto il fine settimana. Con un’unica sessione di prove libere a disposizione è essenziale individuare fin da subito il giusto compromesso in termini di bilanciamento e setup. Successivamente, tra Sprint Qualifying e Sprint Race, se ci si accorge che qualcosa può essere migliorato si continuia a lavorare sulla vettura per arrivare ancora più preparati alla qualifica principale.
3. Rappresenti Ferrari al massimo livello delle competizioni Esports. Che cosa significa per te? Senti un senso di responsabilità maggiore quando gareggi?
Rappresentare Ferrari è qualcosa di difficile da descrivere. Ogni pilota sogna di correre per il Cavallino Rampante fin da bambino e, indipendentemente dal punto della carriera in cui si trova, questo rimane un obiettivo cui ambire. È uno dei più grandi privilegi che il motorsport possa offrire e sono orgoglioso di rappresentare questo marchio nel mondo Esports. Naturalmente c’è una certa pressione quando si vestono i colori Ferrari, perché sai di dover essere all’altezza delle aspettative. Allo stesso tempo, però, credo che sia proprio questo a rendere tutto ancora più speciale. Mi sto godendo ogni momento di questa esperienza. Bisogna accettare la pressione, farla propria e trasformarla in uno stimolo per dare sempre qualcosa in più.
Profilo
Bari Broumand (nome completo Bardia Broumandgohar)
Born on: 17/04/2003
In: Iran
Nationality: Iraniana
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Gran Premio d’Olanda: numeri e curiosità
5. I ‘G’ di forza laterale cui sono sottoposti i piloti nei tratti più impegnativi del circuito di Zandvoort. L’ultima curva (la Arie Luyendykbocht) e la 3 (la Hugenholtzbocht), per rendere l’idea, presentano un’inclinazione più accentuata rispetto a quella delle sopraelevate dell’Indianapolis Motor Speedway.
15. Le vittorie nei Gran Premi conquistate da Niki Lauda al volante di una Ferrari. L’ultimo successo arrivò proprio sul circuito di Zandvoort nel 1977, anno in cui si laureò per la seconda volta campione del mondo.
21. Gli anni trascorsi da quando, nel 2005, Lewis Hamilton conquistò a Zandvoort la sua prima vittoria internazionale in monoposto, aggiudicandosi il Masters di Formula 3. L’inglese festeggiò il successo insieme a Frédéric Vasseur, all’epoca team principal di ASM.
65. Gli enormi piloni di cemento che sostengono l’Oosterscheldekering, la barriera mobile contro le mareggiate considerata uno dei più grandi capolavori dell’ingegneria idraulica moderna. Lunga nove chilometri, protegge una parte del Paese che si trova sotto il livello del mare ed è stata soprannominata da molti l’“ottava meraviglia del mondo”.
1568. L’anno a cui viene fatta risalire la melodia del Wilhelmus, l’inno nazionale dei Paesi Bassi. Le sue origini coincidono con l’inizio della Guerra degli Ottant’anni combattuta per l’indipendenza dalla Spagna. Il testo è documentato a partire dal 1572 e l’inno, adottato ufficialmente nel 1932, è generalmente considerato il più antico ancora in uso al mondo.
19 agosto 2026









