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Maranello, 22 luglio 2026 – Il Mondiale di Formula 1 è pronto ad affrontare l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva. Teatro della undicesima prova stagionale sarà l’Hungaroring, circuito che dal 1986 ospita senza interruzioni il Gran Premio d’Ungheria e che si appresta ad accogliere la Formula 1 per la quarantunesima volta. Un tracciato tecnico e impegnativo, nel quale il caldo estivo rappresenta tradizionalmente un fattore determinante. La Scuderia Ferrari HP arriva a Budapest dopo aver raccolto segnali incoraggianti negli ultimi due appuntamenti iridati, confermando i progressi mostrati nelle gare più recenti.

La pista. Lungo 4.381 metri e situato a pochi chilometri dalla capitale ungherese, l’Hungaroring è uno dei tracciati più tecnici dell’intero calendario. Le curve si susseguono senza soluzione di continuità e il lungo rettilineo principale rappresenta l’unico vero momento di respiro. Per le sue caratteristiche viene spesso paragonato a un kartodromo in scala maggiore: precisione, ritmo e continuità sono qualità indispensabili per essere competitivi. Le possibilità di sorpasso sono limitate e si concentrano principalmente sul rettilineo di partenza e nel tratto compreso tra curva 1 e curva 3, motivo per cui la qualifica assume un peso determinante nell’economia del weekend.

La sfida del caldo. Budapest è tradizionalmente uno degli appuntamenti più impegnativi dell’anno anche dal punto di vista climatico. Le elevate temperature di aria e asfalto mettono a dura prova vettura e pneumatici. Per ottenere la migliore prestazione sarà fondamentale trovare il giusto compromesso tra bilanciamento per il giro singolo e gestione degli pneumatici sulla lunga distanza.

Il programma. L’attività in pista inizierà venerdì con le prime due sessioni di prove libere, in programma alle 13.30 e alle 17 CEST. Sabato, alle 12.30, andrà in scena la terza e ultima sessione di prove libere, seguita dalle qualifiche alle 16. Il Gran Premio scatterà domenica alle 15 e si disputerà sulla distanza di 70 giri, pari a 306,63 chilometri.

 

Arriviamo a Budapest dopo due weekend incoraggianti, nei quali siamo riusciti a massimizzare il risultato grazie a un grande lavoro di squadra. Questo ci dà fiducia, ma sappiamo anche che ogni Gran Premio rappresenta una storia a sé. Sulla carta l’Hungaroring potrebbe adattarsi un po’ meglio alle caratteristiche della nostra vettura, ma questo da solo non garantisce nulla. Come sempre, sarà l’esecuzione a fare la differenza: dovremo affrontare il weekend con la stessa concentrazione, disciplina e attenzione ai dettagli mostrate nelle ultime gare. Abbiamo una squadra affiatata, due piloti super motivati e sappiamo di poter contare sul supporto di tutti i nostri tifosi: l’obiettivo è continuare per la nostra strada, lavorando bene fin dal venerdì per metterci nelle migliori condizioni in vista di qualifica e gara“.

Fred Vasseur, Team Principal

 

Ferrari Stats

GP disputati
1132

Stagioni in F1
77

Debutto
Monaco 1950 (A. Ascari 2°; R. Sommer 4°; L. Villoresi rit.)

Vittorie
250 (22.08%)

Pole Position
254 (22.44%)

Giri Veloci
266 (23.50%)

Podi
845 (24.88%)

 

Ferrari Stats GP d’Ungheria

GP disputati
40

Debutto
1986 (Stefan Johansson 4°; Michele Alboreto rit.)

Vittorie
7 (17.50%)

Pole Position
9 (22.50%)

Giri Veloci
9 (22.50%)

Podi
26 (21.66%)

 

Tre domande a…
Daniele Cerrito
Scuderia Ferrari HP Catering Manager

1. Ogni weekend servite centinaia di pasti in un ambiente dove tutto deve funzionare con precisione assoluta. Come si organizza il lavoro della vostra squadra e quanto è importante il contributo di ogni persona per garantire un servizio all’altezza della Scuderia Ferrari HP?

Per garantire un’organizzazione ottimale non si può lasciare nulla al caso. La scelta delle persone con cui lavorare è l’aspetto più importante, ma anche quello che richiede più attenzione. Il punto di partenza necessario è poter contare su una squadra affiatata, nella quale ognuno conosce perfettamente il proprio ruolo e lavora in sintonia con gli altri. Per riuscirci servono comunicazione, fiducia e attenzione ai dettagli. Quando tutti condividono lo stesso obiettivo e sanno di poter contare l’uno sull’altro, il lavoro diventa più naturale e il contributo di ogni persona fa davvero la differenza.

2. Ogni Gran Premio è diverso anche a tavola. Come strutturate i menù durante la stagione riuscendo a mantenere l’identità italiana della cucina, valorizzando quando possibile le specialità locali e, allo stesso tempo, rispondendo alle esigenze nutrizionali di una squadra che deve essere sempre al massimo della performance?

Una settimana prima di ogni Gran Premio definiamo il menù insieme allo chef, così possiamo selezionare e ordinare ingredienti freschi e di qualità. Cerchiamo sempre di mantenere una forte identità italiana, che è parte del DNA di Ferrari, ma quando possibile ci piace anche inserire qualche specialità del Paese che ci ospita. Allo stesso tempo, prestiamo grande attenzione alle esigenze nutrizionali della squadra, perché sappiamo quanto sia importante alimentarsi nel modo giusto durante un weekend di gara. L’obiettivo è semplice: far sentire tutti a casa, offrendo una cucina di qualità che accompagni al meglio il lavoro del team.

3. Ci racconti il tuo percorso? Da quanto tempo lavori per Ferrari e come sei arrivato a guidare il servizio catering della Scuderia?

Il mio percorso con Ferrari è iniziato nel 2008, quando sono entrato a lavorare al Ristorante Cavallino. Sono sempre stato un grande appassionato di corse e speravo che quella potesse essere l’occasione per avvicinarmi ancora di più a questo mondo. L’anno successivo mi è stata proposta un’esperienza al Gran Premio d’Italia, dove c’era bisogno di una mano in cucina. Anche se il ruolo era quello di lavapiatti, non ci ho pensato un attimo perchè certe opportunità bisogna coglierle al volo e con la giusta umiltà. Lì ho scoperto tutto il lavoro che c’è dietro un weekend di Formula 1 così negli anni successivi ho continuato a lavorare tra il Cavallino e gli eventi di Scuderia, imparando ogni giorno qualcosa di nuovo. Quando il servizio catering è stato riorganizzato mi è stata data la possibilità di assumere un ruolo di responsabilità: una sfida importante, soprattutto dal punto di vista gestionale, che ho accettato con entusiasmo. Oggi, dopo tanti anni, la motivazione è la stessa del primo giorno. La soddisfazione più grande è lavorare con persone che condividono gli stessi valori e lo stesso spirito di squadra. È questo che rende la Scuderia Ferrari HP un ambiente speciale, quasi una famiglia.

Profilo
Daniele Cerrito
Data di nascita: 29/09/1985
Luogo: Pontecorvo (FR)
Nazionalità: Italiana

Scarica qui le foto in alta risoluzione di Daniele Cerrito

 

Gran Premio d’Ungheria: numeri e curiosità

 

6. I mesi necessari per realizzare il trofeo destinato al vincitore del Gran Premio d’Ungheria. Si tratta di un’opera di artigianato ungherese in porcellana dipinta a mano, dal valore di circa 40.000 euro.

14. Le curve (sei a sinistra e otto a destra) che compongono i 4,381 chilometri del tracciato. Per le sue caratteristiche l’Hungaroring è considerato il secondo circuito più lento del campionato dopo Monte Carlo, tanto da essere spesso soprannominato “Monaco senza muri”.

41. Le edizioni consecutive del Gran Premio d’Ungheria disputate sull’Hungaroring dal suo debutto nel 1986. È la seconda serie più lunga del calendario iridato dopo quella dell’Autodromo Nazionale di Monza, sede del Gran Premio d’Italia ininterrottamente dal 1981.

80. La percentuale della superficie del circuito visibile dalla maggior parte delle tribune. L’Hungaroring si sviluppa infatti all’interno di una conca naturale che consente al pubblico di seguire gran parte dell’azione in pista, ma che proprio per questo limita la possibilità di dissipazione del calore.

200.000. Gli spettatori presenti al primo Gran Premio d’Ungheria disputato sull’Hungaroring nel 1986, la prima gara del Campionato del Mondo di Formula 1 organizzata in un Paese appartenente al Patto di Varsavia.

22 luglio 2026