In questo caso, ci allontaniamo un poco dalla Motor Valley, ma sempre per parlare di supercar, tra l’altro ideate e realizzate comunque da italiani, anche se appena al di fuoiri dal Bel Paese, e precisamente nel Principato di Monaco.
Ancora una volta, ci descrive la vicenda il Prof. Fabrizio Ferrari, all’eepoca ancora giovanissimo car designer, che l’ha in parte vissuta.

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“Mi fa piacere raccontare questa vicenda che, dal punto di vista del design, ho in parte vissuto come opportunitá, anche se in realtá, come nel precedente caso della Bugatti, i giochi erano giá fatti e soprattutto, non ci sarebbe mai stata possibilitá di replica.
L’episodio é legato ad una supercar, la prima vera stradale con il telaio in fibra di carbonio, molto artigianale e creata da un ex pilota e grande appassionato italiano, Fulvio Maria Ballabio, residente a Montecarlo, il quale ebbe l’idea di realizzare la prima azienda automobilistica nel piccolo ma prestigioso principato monegasco.
In realtá, quando, all’inizio del 1992, riuscii a mettermi in contatto con lui, le notizie e le foto della sua supercar, la MCA Centenaire (vedi – link), supercar artigianale estrema, nata proprio in occasione del Centenario del Principato di Montecarlo, stavano giá circolando da tempo, sin dalla fine degli anni 80, anche perché tutta l’attivitá di progettazione e costruzione dei primi prototipi marcianti, era durata almeno 2/3 anni.
In quell’anno, il programma stava arrivando a maturazione ed infatti vi fu la presentazione ufficiale, al Salone di Torino, anche della versione con il tetto asportabile, definita “Beau Rivage”.
Ma stavano avvenendo anche altri cambiamenti sostanziali nel progetto, come ad esempio il cambio di motorizzazione. Infatti, se il primo prototipo era stato equipaggiato con una unitá a 12 cilindri del Lamborghini Countach 25esimo, proprio in quell’anno (1992), Ballabio si stava accordando con l’Ing. Carlo Chiti (vedi – link), l’indimenticabile ingegnere toscano, giá autore di tante Ferrari vincenti, nonché padre dell’AutDelta, il Reparto Corse dell’Alfa Romeo. Chiti, attraverso la sua azienda specializzata in progettazione e costruzione di motori sportivi, la Motori Moderni, propose a Ballabio un suo motore sempre a 12 cilindri, ma sovralimentato, in modo da elevare la potenza sin oltre i 700 CV (all’epoca un primato per vetture stradali)”.
LA DECISIONE DI ANDARE A MONTECARLO, INVITATO DALLO STESSO BALLABIO (1992)

“Seguivo da tempo la vicenda con grande interesse, seppur a distanza (leggendo sui magazine, all’epoca internet non era ancora la vera fonte di informazioni) e, come nel caso della Bugatti, presi il coraggio di propormi a Ballabio. Il quale, molto gentilmente, mi invitò ad andarlo a trovare nella sua sede a Montecarlo.
Fu una grande occasione, non solo di conoscerlo di persona, ma anche di toccare con mano una delle due vetture che poi, poche settimane dopo, sono state presentate al Salone di Torino, la GTB coupé (l’altra era la spider “Beau Rivage“).
Chiaramente, mi presentai come car designer, interessato ad offrire la mia visione su quella che era ormai la base tecnica (telaio, motore e cellula) consolidata. Ricordo che Ballabio, oltre che molto gentile e disponibile, era anche interessato e mosso da curiositá (tra appassionati ci si intende sempre al volo).
Ecco dunque che, dopo la succesiva visita allo stand della Montecarlo Automobile, poche settimane dopo al Salone di Torino, mi misi dunque all’opera, iniziando ad abbozzare diverse versioni della mia particolare “vision“, dedicata alla GTB Centenaire ed anche alla Beau Rivage.
Ne uscirono almeno 4 proposte leggermente diverse tra loro, con alcune sotto-varianti ed anche una proposta dedicata alla Spider”.
LA PRESENTAZIONE DELLE MIE GTB CENTENAIRE E BEAU RIVAGE A IMOLA (1992)
“Fu così che, sempre rimanendo in contatto con Ballabio e nel frattempo mettendomi in contatto anche con l’Ing. Chiti, anch’egli incredibilmente gentile e disponibile, nei confronti di colui che all’epoca era solo poco più di un giovane molto appassionato e con una sua precisa “vision“.
Ecco dunque che si presentò l’occasione favorevole, nell’autunno di quello stesso anno (1992), quando sia Ballabio che Chiti mi invitarono nuovamente sul circuito di Imola, dove avevano previsto una serie di collaudi ed una presentazione dinamica, sia della GTB che della Beau Rivage, entrambe di colore blu”.
IMOLA 1992
“Le mie proposte erano solo poco più che abbozzate, anche se i concetti erano chiari e perfettamente adattabili alla base tecnica delle vetture esistenti. Purtroppo in quel momento, Ballabio era distratto, non solo dai collaudi delle vetture, ma soprattutto dalla presentazione ai potenziali clienti. Ricordo che mi offri volentieri alcuni giri di pista al suo fianco sulla GTB, ma non perse poi molto tempo nella valutazione delle mie proposte di design.
Al contrario, l’Ing. Chiti si mostrò invece ben più curioso ed interessato, al punto da ritenere almeno una delle mie diverse versioni, davvero degna di nota per un’eventuale versione restyling o serie successiva”.
LE 4+1 PROPOSTE DEL DESIGNER FABRIZIO FERRARI (1992)
(ricostruzione grafica)
VERSIONE SPIDER (BEAU RIVAGE) DI FABRIZIO FERRARI (1992)
“Peccato che poi l’avventura non proseguì a lungo, al punto che le due vetture blu della presentazione dinamica di Imola, furono anche le ultime costruite, dopo solo altri 3 prototipi precedenti.Un vero peccato, ma sicuramente un’altra esperienza preziosa per il sottoscritto”.
La prossima volta, vi anticipo giá da ora che torneremo decisametne all’interno della Motor Valley, per raccontare la vicenda di una ltro piccolo ma geniale costruttore di supercar artigianali, con il quael ho avuto altre esperienza simili.
Ma non voglio spoilerare ora la soprpresa. Continate a seguirci. A presto.
Fabrizio Ferrari
VEDI ANCHE:
CAP. 8.1 – 1992: LA MONTECARLO AUTOMOBILE di Fulvio Maria Ballabio
TI SEI PERSO LE PUNTATE PRECEDENTI?
ECCO I LINK DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI:
History of Car Design: una nuova inedita rubrica a cura del Prof. Fabrizio Ferrari
History of Car Design – Parte 1: gli anni 80 – Cap.01: Studio di Minivan/Sedan concept
History of Car Design – Parte 1: gli anni 80 – Cap.02: Studio di Concept Car sportiva estrema
History of Car Design – Parte 1: gli anni 80 – Cap.03: Lamborghini “Interceptor” (1989) una Tesi con studio completo
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.01: Il progetto Diablo Roadster (1994)
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.02: Il progetto “Super Diablo” (1995 – poi L147)
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.03: Il progetto L147(dal 1996) per l’erede del Diablo
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.04: entra nel vivo il “challenge” per Il progetto L147 (per l’erede del Diablo)
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.05: la fase finale del progetto L147 (per l’erede del Diablo)
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.06: finalmente il progetto L147 giunge a conclusione con la Murcielago (2001)
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.07: il Diablo GT1 (1997)
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.08: il progetto L.140 (prima parte 1994-95)
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.09: il progetto L.140 (seconda parte 1996-98)
History of Car Design – Parte 2/3: gli anni 90/2000 – Lamborghini – Cap.10: il progetto L.140 (parte finale: la Gallardo – 2003)
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.11: il progetto L.149 per una nuova LM002
History of Car Design – Parte 1/2: gli anni 80/90 – Bugatti – Cap.12: il progetto 035 che ha poi dato origine alla Bugatti EB110 (1989-90 prima parte)
History of Car Design – Parte 1/2: gli anni 80/90 – Bugatti – Cap.13: il progetto 035 che ha poi originato alla Bugatti EB110 (1990-91 seconda parte)









