Continuando nella descrizione dei progetti segreti o comunque poco conosciuti della Cizeta Automobili di Modena, andiamo ora ad esaminare il processo di nascita ed evoluzione della versione Spider della V16 T, poi realizzata in un solo esemplare (molti anni dopo), ma che in realtà prevedeva invece diverse versioni ed allestimenti.
La descrizione al Prof. Fabrizio Ferrari.
“Il progetto della Cizeta Spider mi vide coinvolto in prima persona, come car designer e, pur felice di tale responsabilità, di fatto ricordo che ero anche un pò preoccupato di non alterare negativamente lo stupendo lavoro fatto da Marcello Gandini per la versione chiusa.
La situazione della Cizeta Automobili di Modena era già non molto felice e, probabilmente fu anche per questo che Claudio Zampolli non si rivolse a Gandini, per i dettagli della trasformazione da coupè in spider.
Anche in questo caso, collaborai direttamente con Giancarlo Guerra, un artigiano abilissimo ed estremaente esperto che, come per gli interni (la plancia vedi cap. precedente), non aveva bisogno di tanti disegni tecnici per realizzare qualsiasi nuovo particolare. Era una situazione quasi impensabile al giorno d’oggi, dove tra software sempre più efficaci ed ora persino l’apporto della AI, tutto é rigorosamente digitalizzato e ogni cosa nasce solo dopo attento studio e programmazione virtuale.
Ma nei primi anni 90, tutto ciò era ancora fantascienza e le costruzioni artigianali, soprattutto nelle serie limitate, la facevanoovviamente ancora da padrone.
Io stesso, che come car designer nasco “analogico“, da sempre ero abituato a sviluppare le mie idee sulla crta, manualmente, prima con semplici sketches a matita, poi con più realistici figurini a colori (oggi li definiremmo rendering), sempre realizzati manualmente, ed infine con il disegno tecnico, sempre manuale, con le 4 classiche viste (proiezioni ortogonali) ed infine con tutte le sezioni del caso (piano di forma).
CIZETA SPIDER – SKETCHES E RENDERING BY FABRIZIO FERRARI
Ma lavorando con Guerra che, poteva reralizzare qiualsiasi pezzo a partire da un semplice schizzo a matita o da una sola foto, l’intesa era eccezionale e quasi perfetta. Infatti Giancarlo, non solo possedeva una manualità ed un’esperienza straordinarie, ma era anche dotato, egli stesso, dell’occhio del disegnatore e, praticamente, disegnava egli stesso direttamente con la lamiera (o con il “filon“, il manichino di fili di ferro)”.
LA CIZETA V16T SPIDER BY FABRIZIO FERRARI (1994)

LA VERSIONE CON COPERTURA IN TELA CHIUSA
“Nel caso della versione spider della Cizeta V16T poi, questo modo di lavorare era ancor meglio facilitato, in quanto non si trattava di un intero progetto, quanto di una variante di una vettura già esistente.Ecco dunque che, dopo aver esaminato insieme la base su cui lavorare, decidevamo insieme come procedere ed io subito elaboravo i miei primi schizzi a matita, per passare poi immediatamente ai figurini a colori ma, per quanto riguarda la fase più lunga e complessa del disegno tecnico quotato, con Guerra praticamente non lo realizzavo mai, in quanto era più veloce e accurato lui a realizzare il pezzo, a partire dai miei primi sketches e rendering, che non il tempo che ci avrei messo io per completare io i disegni tecnici quotati, giacchè, in questo caso le quote erano relativamente utili, in quanto si lavorava già su una base reale.
Ecco dunque che, in questo modo, mi restava anche il tempo per immaginare ulteriori versioni alternative ed accessori, come in effetti feci.
L’unica vera difficoltà, per realizzare la versione spider, con la classica copertura in tela ad azionamento manuale, nella Cizeta V16T era infatti il grosso cofano motore posteriore che, nella versione coupè originale, si ribaltava verso il posteriore dell’auto, portando con se anche la parte posteriore del padiglione (copertura vano motore).

Screenshot
Chiaramente c’era la necessitá di una zona dove poter ancorare posteriormente la copertura in tela, comprensiva del lunotto posteriore. Tracciammo dunque e perimetrammo l’area dove la capote in tela si sarebbe appoggiata, decidendo di sezionare il grande cofano motore, privamndolo di tutta quella zona. Quindi aggiungemmo un piccolo cofano anteriore (subito dopo il parafiamma), che potremmo anche definire “cappelliera”, dove poter ancorare la copertura in tela; questo piccolo cofano aggiuntivo si alzava in senso opposto al cofano motore principale ed in questo modo il gioco era fatto (vedi sketches, sotto).
La copertura in tela, quando era chiusa, di fatto non alterava troppo la linea originale di Gandini, ma soprattutto il tutto era pratico e funzionale“.LA VERSIONE SPIDER CON L’HARD TOP RIGIDO ASPORTABILE,
SEMPRE BY FABRIZIO FERRARI
LA VERSIONE RESTYLING CON I FARI FISSI CARENATI
“E mentre Guerra realizzava i nuovi particolari con una velocità ed una precisione che poteva fare invidia ai moderni robot teleguidati dal software o dalla AI, a me restava il tempo per pensare ad altre soluzioni alternative.
All’epoca era ancora abbastanza diffuso, sulle Spider, prevedere anche una soluzione di tetto rigido, ma non come oggi che sono integrati alla vettura ed automatizzati (il primo lo pensai proprio io, alcuni anni dopo, sul progetto L.140 della Lamborghini – vedi il link). Quindi, non esistendo ancora i tetti rigidi integrati in vettura, all’epoca si utilizzavano ancora hard top rigidi asportabili, chiaramente rimovibili non in viaggio, ma comunque sempre in alternativa alla copertura in tela, soprattutto per l’uso nel periodo invernale. Questi ingombranti hard top rigidi, garantivano una tenuta a tutta prova, al pari della versione chiusa coupè, ma non erano semplici da installare e rimuovere, operazione per la quale occorrevano almeno due persone e soprattutto, erano troppo ingombranti, una volta rimossi, per essere trasportati in auto. Ecco perchè, la soluzione era abbastanza macchinosa e complicata ed andava fatta solo in garage, prima di decidere di mettersi in viaggio, sia nel caso si volesse togliere, come ovviamente nel caso si volesse montare.
Purtroppo l’hard top, che avevo immaginato in almeno due versioni: una con lunotto posteriore panoramico e l’altra molto più simile alla vettura chiusa d’origine, poi non venne mai realizzato; anche perchè la stessa versione spider, rimase allo stadio di lamieratura grezza per diversi anni ed in esemplare unico. Infatti, poche settimane prima che la vettura fosse completata e mandata in verniciastura, la Cizeta Automobili di Modena chiuse i battenti (agosto 1994) ed il titolare e fondatore Claudio Zampolli, tornò negli USA, portando con se alcune auto grezze, tra cui proprio la Spider, che poi completò alcuni anni dopo a Los Angeles, nella sede americana della Cizeta.
Anche la Spider con capote in tela, restò poi un esemplare unico, tra l’altro con ancora gli originali fari a scomparsa (e quindi anche i gruppi ottici fissi carenati rimasero solo sulla carta e nei rendering). Un’pezzo rarissimo, certo oggi ambitissimo dai collezionisti!
La prossima volta concluderemo il ciclo dei progetti segreti della Cizeta di Caludio Zampolli con un progetto che per anni non é mai stato rivelato e che sarebbe stato un’autentica sorpresa, davvero clamorosa, se avesse mai potuto vedere la luce.
Ma, come sempre, non voglio rovinarvi la sopresa. Alla prossima!
Fabrizio Ferrari
VEDI ANCHE:
CAP.4.3 – 1994: LA CIZETA V16T SPYDER, DENOMINATA INIZIALMENTE “CALIFORNIA” (POI DIVENUTA “FENICE”)
TI SEI PERSO LE PUNTATE PRECEDENTI?
ECCO I LINK DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI:
History of Car Design: una nuova inedita rubrica a cura del Prof. Fabrizio Ferrari
History of Car Design – Parte 1: gli anni 80 – Cap.01: Studio di Minivan/Sedan concept
History of Car Design – Parte 1: gli anni 80 – Cap.02: Studio di Concept Car sportiva estrema
History of Car Design – Parte 1: gli anni 80 – Cap.03: Lamborghini “Interceptor” (1989) una Tesi con studio completo
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.01: Il progetto Diablo Roadster (1994)
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.02: Il progetto “Super Diablo” (1995 – poi L147)
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.03: Il progetto L147(dal 1996) per l’erede del Diablo
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.04: entra nel vivo il “challenge” per Il progetto L147 (per l’erede del Diablo)
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History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.07: il Diablo GT1 (1997)
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.08: il progetto L.140 (prima parte 1994-95)
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.09: il progetto L.140 (seconda parte 1996-98)
History of Car Design – Parte 2/3: gli anni 90/2000 – Lamborghini – Cap.10: il progetto L.140 (parte finale: la Gallardo – 2003)
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.11: il progetto L.149 per una nuova LM002
History of Car Design – Parte 1/2: gli anni 80/90 – Bugatti – Cap.12: il progetto 035 che ha poi dato origine alla Bugatti EB110 (1989-90 prima parte)
History of Car Design – Parte 1/2: gli anni 80/90 – Bugatti – Cap.13: il progetto 035 che ha poi originato alla Bugatti EB110 (1990-91 seconda parte)
History of Car Design – Parte 1/2: gli anni 80/90 – Montecarlo Automobile – Cap.14: la MCA GTB Centenaire di Fulvio Maria Ballabio
History of Car Design – Parte 1/2: gli anni 80/90 – CIZETA – Cap.15: le versioni restyling ed i nuovi interni









