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Passiamo ora ad un altro piccolo costruttore, poco conosciuto, soprattutto ai più giovani: la Cizeta Automobili di Modena, passata alla storia soprattutto per il suo motore a 16 cilindri, che all’epoca, fine anni 80, fu molto chiaccherato e fece anche molto scalpore.

La vettura, una supersportiva estrema ma anche elegante, era bellissima, praticamente una Lamborghini mancata ed infatti, tutta l’operazione era stata concepita da un ex Lamborghini, tal Claudio Zampolli (vedi – link).

Ma lasciamo che, ancora una volta, il Prof. Fabrizio Ferrari, che ha conosciuto bene Zampolli e la sua piccola azienda di Modena, ci racconti i suoi ricordi.

“Questa volta vi voglio raccontare della Cizeta Automobili di Claudio Zampolli. Ma per ora, non voglio parlarvi della vettura originale, disegnata da Marcello Gandini, di cui ci occuperemo in altra sede, più avanti e per i più curiosi vi lascio qui alcuni riferimenti di articoli giá pubblicati sull’argomento:

STORIE DELLA MOTOR VALLEY – NASCITA E FINE DELLA CIZETA AUTOMOBILI MODENA

VIDEO Collection – Cizeta Automobili: i modelli di stile di Marcello Gandini

CAP.4.1 – 1991: LA PRESENTAZIONE UFFICIALE DELLA CIZETA V16T A MODENA (settembre 1991)

In questa sede vorrei invece descrivere alcuni progetti rimasti in parte incompiuti e quindi nascosti, di cui ho fatto parte direttamente come car designer”.

LE PROPOSTE DI RESTYLING DI FABRIZIO FERRARI PER LA CIZETA V16 T

“Ricordo che, dopo la presentazione ufficiale, nel settembre 1991, nella sede modenese della Cizeta, giá dopo poco più di un anno, si iniziava a discutere di alcuni aspetti che si potevano migliorare, introducendo al tempo stesso una versione successiva (model year, come si usa dire oltre oceano).

Uno dei problemi più sentiti, era lo spoiler anteriore, davvero molto “raso terra” e che, anche se allora ancora non si vedevano sulle strade i dossi rallentatori, bastava una minima rampa di un garare sotterranneo o anche solo un avvallamento un pò più marcato e subito si toccava terra, spesso causando danni prima ancora di rendersi conto di aver toccato.

La Lamborghini aveva risolto il problema, sul Diablo, utilizzando un complesso sistema di sollevamento idraulico delle sospensioni anteriori.

Nel caso della Cizeta V16 T, io invece disegnai un nuovo paraurto/spoiler, con un andamento completamente diverso della sezione: maggiormente spiovente in avanti nella sezione superiore (per motivi aerodinamici) , con un diverso andamento e prese d’aria nella parte centrale e, soprattutto, con uno spoiler inferiore molto più orizzontale e rialzato da terra. Il problema delle “toccate” (con concomitante crash dello spoiler stesso), era di fatto risolto; ma come ovviare alla mancanza di carico aerodinamico anteriore? Infatti, lo spoiler rialzato nella sua estremitá inferiore, di fatto creava una zona portante nel dislivello tra lo spoiler stesso ed il fondo della vettura, dove l’aria si infilava in abbondanza, tendendo a creare una spinta verso l’alto del musetto della vettura stessa. Non a caso, lo spoiler basso contribuiva proprio a limitare questo flusso d’aria e soprattutto a non creare un pericoloso effetto portante sul muso della vettura.

Con le conoscenze di aerodinamica di oggi, il problema si potrebbe risolvere abbastanza facilmente creando, proprio in quella zona, un tunnell d’ingresso dell’aria per alimentare il fondo stesso, che andrebbe poi ovviamente ridisegnato con il classioco scivolo rialzato posteriore, per fare defluire il flusso e creando deportanza.

All’epoca, queste conoscenze erano agli albori nella stessa F.1 e quindi men che meno immaginabili per una vettura stradale, seppur supersportiva.

Per questo pensai allora di creare, nella zona portante al di sotto dello spoiler, una grande presa d’aria per i servizi (condizionatore, condotti di raffeddamento dei freni, ecc.), in modo da non indurre portanza; ma soprattutto, immaginai di aggiungere un piccolo spoiler, una paratia in gomma flessibile (quindi non soggetta a facili rotture), nella zona immediatamente davanti ai due passaruota anteriori, in modo da limitare il flusso d’aria che si incanala sotto la vettura, come e meglio dello spoiler basso originale ma, oltre al materiale flessibile, in questo caso contava soprattutto la posizione, quasi a ridosso dell’asse anteriore, che permetteva così l’ampio angolo di attacco (o di rampa), garantito dallo spoiler alto. Una soluzione quasi invisibile, che esteticamente quasi non si notava, ma certo abbastanza efficace“.

IL RESTYLING DELLA CIZETA V16 T CON I GRUPPI OTTICI A VISTA

“Altra modifica che avevo in mente, era quella dei gruppi ottici anteriori che, essendo sulla V16 T a scomparsa, come andava per la maggiore sulle supercar degli anni 80, sarebbero presto stati plausibili di non omologazione sul mercato americano.

Considerato che il mercato USA per la Cizeta V16 T, era di fatto uno dei mercati d’elezione, per una supercar esotica, addirittura con un motore a 16 cilindri (insieme ai vari Emirati Arabi), sarebbe stato presto necessario porre rimedio.

Come nel caso del paraurto/spoiler anteriore, concepito semplicemente per sostituirsi all’orignale, utilizzando gli stessi attacchi e fissaggi (e nella stessa posizione), anche per i gruppi ottici anteriori, mi limitai a pensare a dei fari fissi, la cui sede si poteva inserire esattamente negli spazi lasciati liberi dai gruppi a scomparsa, aggiungendo solo una carenatura trasparente e lasciando quindi inalterati tutti i lamierati della parte anteriore dell’auto. In questo caso l’effetto estetico era più evidente ma, di fatto, non alterava quasi per nulla il design originale della Cizeta V16 T che, io stesso non volevo modificare più di atnto, in quanto consideravo quasi un “sacrilegio”, cambiare il bellissino design originale di Marcello Gandini”.

Purtroppo, di tutte queste varianti, non si vedrá mai nulla di realizzato, proprio perchè, nell’agosto del 1994, Claudio Zampolli chiuse la sua aienda italiana a Modena, ritornando negli USA, in California.

LA PLANCIA COMPOLETAMENTE RIDISEGNATA DA FABRIZIO FERRARI

“Dove invece Gandini non aveva quasi messo le mani era l’interno , visibile nel primo esemplare di Cizeta V16 T, di colore bianco, presentato in anteprima a Los Angeles nel 1988. Soprattutto la plancia, era quasi il risultato dell’accostamento dei vari elementi: il quadro degli strumenti, la cassettiera, le bocchette, ecc. e non aveva un aspetto degno del magnifico design della carrozzeria della Cizeta V16 T”.

CONFRONTO TRA GLI INTERNI DELLA PRIMA CIZETA V16 T E LA SUCCESSIVA PRODUZIONE LIMITATA

Anche in questo caso, mantenendo le componenti originali ed ovviamente le misure dell’abitacolo, ridisegnai completamente la plancia, cercando di creare un insieme più coerente con gli esterni, senza per questo spingermi verso soluzioni più futuribili, come nel caso della mia Tesi Lamborgnini, la “Interceptor” del 1989 (vedi – link).

Il risultato ottenuto, lavorndo in collaborazione diretta con il mitico Giancarlo Guerra (vedi – link), uno dei più abili e creativi artigiani dell’epoca d’oro, soddisfaceva Claudio Zampolli ed era certo più gradito anche dai suoi clienti e tanto bastava.

La prossima volta, continuerò ad esporvi altri progetti che realizzai per Zampolli, in parte giá visibili in alcuni dei rendering qui pubblicati, ma non voglio rovinanrvi la sorpresa e quindi vi lascio con la curiosità.

Continuate a seguirici . Alla prossima”.

Fabrizio Ferrari

VEDI ANCHE:

CAP.4.2 – 1993: TENTATIVI DI RESTYLING DELLA V16T E NUOVO INTERNO

TI SEI PERSO LE PUNTATE PRECEDENTI?

ECCO I LINK DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI:

History of Car Design: una nuova inedita rubrica a cura del Prof. Fabrizio Ferrari

History of Car Design – Parte 1: gli anni 80 – Cap.01: Studio di Minivan/Sedan concept

History of Car Design – Parte 1: gli anni 80 – Cap.02: Studio di Concept Car sportiva estrema

History of Car Design – Parte 1: gli anni 80 – Cap.03: Lamborghini “Interceptor” (1989) una Tesi con studio completo

History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.01: Il progetto Diablo Roadster (1994)

History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.02: Il progetto “Super Diablo” (1995 – poi L147)

History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.03: Il progetto L147(dal 1996) per l’erede del Diablo

History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.04: entra nel vivo il “challenge” per Il progetto L147 (per l’erede del Diablo)

History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.05: la fase finale del progetto L147 (per l’erede del Diablo)

History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.06: finalmente il progetto L147 giunge a conclusione con la Murcielago (2001)

History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.07: il Diablo GT1 (1997)

History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.08: il progetto L.140 (prima parte 1994-95)

History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.09: il progetto L.140 (seconda parte 1996-98)

History of Car Design – Parte 2/3: gli anni 90/2000 – Lamborghini – Cap.10: il progetto L.140 (parte finale: la Gallardo – 2003)

History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.11: il progetto L.149 per una nuova LM002

History of Car Design – Parte 1/2: gli anni 80/90 – Bugatti – Cap.12: il progetto 035 che ha poi dato origine alla Bugatti EB110 (1989-90 prima parte)

History of Car Design – Parte 1/2: gli anni 80/90 – Bugatti – Cap.13: il progetto 035 che ha poi originato alla Bugatti EB110 (1990-91 seconda parte)

History of Car Design – Parte 1/2: gli anni 80/90 – Montecarlo Automobile – Cap.14: la MCA GTB Centenaire di Fulvio Maria Ballabio