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Con questo capitolo, chiudiamo momentaneamente la parentesi degli anni 80, sulla quale torneremo in seguito, perchê questo “topic”, rappresenta il punto di svolta per il passaggio agli anni 90, periodo in cui il Prof. Ferrari ha avuto la possibilitá di esercitare la sua professione di Car Designer in modo professionale, per diverse aziende (come free lance) e non solo.

Ma, ancora una volta lasciamo la parola al nostro Direttore Editoriale.

UNA TESI CON LAMBORGHINI, COME PRIMO PROGETTO COMPLETO SEMI-PROFESSIONALE

“In questo terzo capitolo della prima parte, gli anni 80, voglio presentarvi, ancora una volta, ma dal punto di vista della storia del design, quello che é stato il mio primo vero progetto quasi”professionale”, che ho avuto la fortuna di poter svolgere con il supporto della Lamborghini, la quale mi forní tutte le informazioni ed il supporto, per creare una ipotetica erede della Countach (la Diablo non era ancora stata presentata, seppur in avanzata fase di sviluppo, ma io, ovviamente, non avevo alcuna informazione su di essa).

Mentre a Sant’Agata furono ben felici, di fornirmi ogni informazione utile sulla Countach, a partire dal layout generale, sino a tutti i dati riguardanti il telaio e le misure principali.

Il resto, dalla posizione di guida del manichino regolamentare OSCAR, ai dati sull’abitabilitá, sino alle varie norme di omologazione (dal crash test e prova del pendolo, agli angoli di visibilitá, ecc.), tutto ciò faceva giá parte del bagaglio, che avevo acquisito durante la specializzazione all’Istituto Superiore di Scienza dell’Automobile a Modena (ISSAM).

Ecco dunque che immaginai una carrozzeria completa, che si adattava perfettamente al telaio e layout della Countach, dove i radiatori dell’acqua erano sui fianchi, davanti ai passaruota posteriori (e non in coda, dietro i passaruota posteriori, come sulla Diablo).

In questo caso, dopo una serie di figurini di ricerca formale, arrivai abbastanza in fretta a definire un piano di forma (proiezioni ortogonali quotate, comprensive di tutte le principali sezioni), naturalmente realizzato sempre a mano in scala 1:5.

Lamborghini “Interceptor” – Figurini a colori (sketches)

Lamborghini “Interceptor” – Piano di Forma 1:5 scale

Sulla base del piano di forma, non solo realizzai un primo modello in scala 1:18, sempre utilizzando un blocco di poliuretano espanso (vedi capitolo precedente); modello che mi serviva per un confronto diretto con il modello, nella stessa scala, della Lamborghini Countach (vedi)”

“Ma realizzai pure un figurino prospettico, sempre fatto a mano, dello SPACCATO TRIDIMENSIONALE, dove all’interno della carrozzeria, si possono vedere in trasparenza tutti i principali organi meccanici: il telaio, la meccanica, gli accessori, l’abitacolo, ecc”.

“Infine, realizzai anche, per la presentazione della tesi e pure (e soprattutto) per la Lamborghini, un modello in scala, sempre pieno di poliuretano espanso, ma ben più grande, in scala 1:5, ovvero la scala comunemente utilizzata nei centri stile delle stesse aziende”.

Modello scala 1:5 tesi Lamborghini “Interceptor” sul cofano di una delle Alfa Romeo Alfetta GTV restaurate in casa (notare la stessa tonalitá di rosso)

Lamborghini “Interceptor” – scale model 1:5 (Alfa Romeo Alfetta GTV background)

“Anche in questo caso, sempre realizzato a mano, sulla base del PIANO DI FORMA“.

IL MODELLO IN SCALA 1:5 DELLA ALMBORGHINI “INTERCEPTOR”

” Per quanto riguarda il progetto, vi devo una breve spiegazione sulla scelta del nome “Interceptor” che, pur totalmente estraneo alla tradizione Lamborghini, mi affascinava in quanto immaginavo quest’auto come una specie di “incrociatore stradale” che non poteva essere evitato, tanto veloce e agile doveva essere nella mia fantasia. In un certo senso, posso dire di aver anticipato il futuro, almeno concettualmente, in quanto, dal 2003, con la Gallardo, é iniziata per la Lamborghini una lunga tradizione, che continua ancora oggi: una tradizione di supercar per le Forze dell’Ordine (Polizia) che, in effetti, sono delle vere e proprie “Interceptor” cui é sicuramente molto difficile sfuggire”.

NON SOLO STILE E DESIGN DELLA CARROZZERIA, MA ANCHE STUDIO DEGLI INTERNI, TECNICA DI APERTURA DELLE PORTE E DEL TETTO, PER LA VERSIONE ROADSTER

” In questo articolo non mi soffermerò sullo studio degli interni e sulla parte tecnica delle MOVIMENTAZIONI PARTICOLARI DI PORTE E TETTO, per la versione Roadster che, sulla Countach non é mai esistita, ma che io immaginai contemporaneamente alla coupé, (anche in questo caso anticipamdo i tempi della Diablo Roadster), per cui vi invito, se volete, a leggere gli articoli giá pubblicati sull’argomento” (vedi sotto ‘ link):

CAP.6.1 1989: TESI SULLA BASE (LAYOUT) DELLA COUNTACH: IL PROGETTO “INTERCEPTOR”

” In questo caso, preferisco soffermarmi maggiormente sullo STUDIO DEL DESIGN (stile + engineering), per cui ho realizzato una serie di modelli render che vi propongo” (sotto):

“In questo caso, dai render risulta maggiormente evidente, il mio intento non era solo di progettare una vettura potenzialmente omologabile e producibile (scopo della tesi), ma anche e soprattutto di preservare la forte personalitá del Countach, giá allora simbolo della stessa Lamborghini da quasi 20 anni (ed ancora oggi, base ispiratrice per ogni nuovo modello: quasi una sorta di Porsche 911 della Casa del Toro).

Ecco dunque che immaginai una naturale evoluzione del sempre avveniristico design della Countach, con linee leggermente più morbide ed aerodinamiche, ma sempre molto tese e filanti, con le medesime proporzioni (anche perché le misure principali ed il layout sono gli stessi), linee e proporzioni che esaltano il concetto di oggetto estremo e spettacolare, quale deve sempre essere ogni Lamborghini che si rispetti”!

“Senza entrare nei singoli dettagli, vorrei solo far notare come, senza volere e soprattutto senza affatto conoscere i progetti segreti allora in essere, alla fine il design dell’Interceptor si avvicina abbastanza, non solo all’originale prototipo P.132 di Marcello Gandini (1986), prima proposta per la futura Diablo (non a caso aveva giá la disposizione dei radiatori in coda, come il layout del Diablo prevedeva sin dall’inizio – puoi leggere l’intera storia, con molte immagini, in questo articolo – link), ma soprattutto al primo concept, sempre di Marcello Gandini, per la “piccola” P.140 (1988) con motore 10 cilindri (trovi l’intera storia e molte immagini in questo articolo – link).

Lamborghini P140 concept (1988)

Lamborghini “Interceptor” design studio (1989)

Lamborghini P132 “mule” (1986)

“Quasi una conferma indiretta che, in qualche modo, anche l’Interceptor, pur ancora uno studio di design da studente (seppur giâ piuttosto esperto), aveva comunque raccolto il testimone di degna erede di sua Maestá il Countach!

Con la prossima puntata, abbandonerò momentaneamente gli anni 80 (per i quali ho ancora tanti studi teorici del periodo ISSAM da proporvi), per continuare direttamente con gli anni 90, attraverso la mia collaborazione con la Lamborghini, avendo avuto l’onore e l’onere di confrontarmi direttamente con “mostri scri” del design, come Gandini, Giugiaro, Zagato, ecc.

Restare dunque collegati, a presto!”

Fabrizio Ferrari

TI SEI PERSO LE PUNTATE PRECEDENTI?

ECCO I LINK DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI:

History of Car Design: una nuova inedita rubrica a cura del Prof. Fabrizio Ferrari

History of Car Design – Parte 1: gli anni 80 – Cap.01: Studio di Minivan/Sedan concept

History of Car Design – Parte 1: gli anni 80 – Cap.02: Studio di Concept Car sportiva estrema