Prosegue la serie di studi teorici del mio periodo da studente: non solo un a fase di formazione specializzata, ma anche il momento dei cosiddetti “SOGNI IN LIBERTÀ”, dove la fantasia, l’inventiva ed in definitiva la passione, spiegarono le loro ali, in alcuni casi rasentando quasi l’assurdo, ma non per questo restando solo sterili esercizi.
In questo caso, si tratta di una vera e propria CONCEPT, che allora (fine anni 80) erano più frequentemente definite, SHOWCAR, o DREAMCAR, che dir si vogha.
Basata concettualmente su una vecchia dreamcar di Pininfarina, la 512 S Speciale (design di Leonardo Fioravanti, viedi – link), la “CUNEOS”, così l’avevo idealmente ribattezzata, era tra i miei argomenti preferiti di base: due posti secchi, motore posteriore/centrale a 12 cilindri e proporzioni al limite, per una vettura stradale, con una larghezza al limite regolamentare dei due metri ed un’altezza da terra al limite della sopravvivenza (per gli occupanti), di circa 80 cm da terra!
Chiaro che, con simili proporzioni, era davvero piuttosto facile giocare con uno stile ed un design molto filante, aerodinamico e che certo non può passare inosservato.
Come anticipato sin dall’inizio, uno tra i miei argomenti di studio preferiti, se non quello che in assoluto più stimolava la mia fantasia ed immaginazione.
VEDI GLI SKETCHES DELL’EPOCA:
Ma non per questo, anzi, proprio per questo, mi stimolava altrettanto la sfida di creare un minimo di primordiale studio di abitabilità, verificando l’entrata e l’uscita in vettura, la posizione di guida, gli angoli di visibilità. Tutti parametri all’apparenza inconcigliabili con la natura e soprattutto le proporzioni di un oggetto di questo genere.
In realtà, il vero problema di una vettura così estrema, sono le omologazioni su larga scala, soprattutto quelle odierne (per le quali non potrebbe mai esserer ammessa alla circolazione su strade aperte al traffico, se non come one-off con autocertificazione e solo in certi stati, non in tutto il mondo).
Ma anche allora, fine anni 80, poteva solo essere al massimo una serie limitata (con omologazione parziale semplificata), oppure un semplice concept da salone.
Ed i motivi sono evidenti: se esclusiamo l’apertura del padiglione davvero inconsueta e per certi versi non sicura (provate ad immaginare in caso di capotamento, con la vettura che resta capovolta), ma per questo c’era già proprio l’esempio della 512 S Speciale di Pininfarina. Ma poi anche il bumper anteriore troppo basso ed oggi sicuramente non adatto per superare l’urto pedone (ammesso che si possa superare il crash test dinamico), oppure l’altezza dei fari anteriori, assolutamente fuori norma (sempre a causa del muso basso – andrebbero arretrati sino quasi ai passaruota anteriori).
VEDI I RENDERING FINALI:
Ma, nonostante tutto questo, si trattava di un vero e proprio “laboratorio di idee”, da cui estrarre concetti e dettagli innovativi e, soprattutto nel mio stato di studente, un utile esercizio per confrontarmi con i limiti estremi di quella che doveva essere una vettura estrema si, ma pur anche utilizzabile su strada!Non a caso, rispetto alla dream car 512 S di Pininfarina, nel caso della “CUNEOS” era stata sicuramente migliorata la visibilità laterale (
quasi nulla sulla 512 S Pininfarina).

La prossima volta cambieremo ancora genere e, in questo caso, esaminerò per voi lo studio di una vera vettura stradale, seppur sempre con concetti formali e funzionali innovativi, naturalmente sempre presa dalla mia personale collezioni di studi teorici del periodo da studente specializzando (seconda metà degli anni 80).
Se vi interessa l’argomento e siete curiosi, continuate a seguirci. Alla prossima!
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VEDI ANCHE:
VIDEO Collection – Old sketches from ISSAM Modena (by Fabrizio Ferrari, late 80’s)
VIDEO Collection – Manual sketches from ISSAM (by Fabrizio Ferrari – time: 1987-90)
L’Istituto Superiore di Scienza dell’Automobile di Modena (ISSAM)









