Restiamo sempre negli anni 80, attingendo ancora all’infinita casistica di studi teorici del mio periodo studentesco.
Questa volta passiamo ad un argomento esagerato: una Hypercar “ante-litteram” (all’epoca non si parlava affatto di hypercar), una specie di XXX non omologata su strada ed esagerata in tutto e per tutto … in pratica un’auto da corsa, ma non omologata per nessuna categorie di corse, ma comunque adatta solo alla pista o a percorsi “privati”.
Una vera e propria follia, non su 4, ma bensì su ben 6 ruote!
All’epoca era ancora ben viva nella mia memoria la Tyrrell a 6 ruote di F.1, la monoposto inglese con ben 4 ruote sterzanti e doppio asse anteriore, che aveva gareggiato nelle stagioni 1976/77 del Mondiale di Formula 1.
Ecco, in questo caso, si tratta di una specie di Gruppo C con doppio asse anteriore e 4 ruote sterzanti, ispirata alla Tyrrell P.34 di F.1 degli anni 70.
Mentre la Covini C6 (2005), hypercar stradale. sempre a 6 ruote (vedi – link) era ancora di là da venire.
VEDI LA GALLERY DEI FIGURINI DELL’EPOCA (SKETCHES):
La prima caratteristica che si nota, proprio a causa del doppio asse sterzante anteriore, è la lunghezza esagerata dell’auto, in considerzione che l’interasse è appunto maggiorato dal doppio asse anteriore.Quindi su un corpo vettura con uno sviluppo abbastanza cuneiforme, con un muso piuttosto basso ed un posteriore massiccio, si innesta un abitacolo molto raccolto e rastrenato, con un parabrezza, non solo fortemente inclinato, ma anche molto incurvato ai lati, come su una Gr.C del Mondiale Endurance di quegli anni.
I passaruota anteriori, piuttosto squadrati, ospitano all’estremità anteriore le carenature del fari, mentre proseguono a generare una fiancata piuttosto larga ed altrettanto squadrata, che si rialza leggermente verso il posteeiore,dando spazio ad una grigliatiura di aerazione dei radiatori laterali.
Proseguendo ancora verso il posteriore, i fianchi si rialzano ancora verso la coda, generando le due pinne laterali che sostengono l’ala posteriore, piuttosto alta ed in posizione tale da ricevere il massimo flusso aerodinamico.
Mentre il padiglione dell’abitacolo, a due posti secchi, ovviamente, con porte ad ala di gabbiano, nella parte posteriore genera sul tetto un’ampia presa d’alimentazione; tipo “snorkel”, per il potente motore plurifrazionato in posizione posteriore/centrale’ concludendo nella zona sotto l’ala posteriore, con un grande sfogo di aerazione dello stesso vano motore.
A completare il posteriore, lo scivolo estrattore aerodinamico, sormontato da un’altra ampia zona di sfogo aerodinamico, contornata da generosi gruppi ottici a sviluppo orizzontale.
VEDI LA GALLERY DEI RENDERING:
Un design tutto sommato semplice, ma soprattutto “logico” per un’auto dove l’efficienza aerodinamica, teoricamente è l’obbiettivo principale, anche se tutto l’insieme risulta eccezionale, soprattutto in virtû delle dimensioni anomale e della presenza delle 6 ruote, rivelando una buona commistione di elementi da auto da corsa, applicati ad una vettura, apparentemente stradale.


Un esperimento teorico, quasi un “divertissement”, ma non per questo meno inbteressante e formativo, per lo scopo cui era dedicato all’epoca.



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VEDI ANCHE:
VIDEO Collection – Old sketches from ISSAM Modena (by Fabrizio Ferrari, late 80’s)
VIDEO Collection – Manual sketches from ISSAM (by Fabrizio Ferrari – time: 1987-90)
L’Istituto Superiore di Scienza dell’Automobile di Modena (ISSAM)









