Questa volta un progetto teorico di quelli che mi facevano emozionare: una showcar senza limiti, dove liberare la fantasia e rompere le regole, ricercando il futuro.
Si tratta di una vettura sportiva molto compatta, a livello di una Alfa Romeo 4C, circa, con la classica architettura a due posti secchi e meccanica posteriore/centrale.
E con il termine di meccanica, intendo la power unit, come si dice oggi, in quanto, non era previsto solo un motore tradizionale (al massimo un 6 cilindri, dati gli ingombri ridotti), ma eventualmente anche un motore elettrico.
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Una vera e propria “capsula spaziale”, molto compatta ed estremamente cuneiforme, con volumi piuttoisto squadrati, in tipico stile anni 80.Ancora una volta sono le superfici trasparenti a dominare la scena, almeno per quanto riguarda la parte anteriore: un parabrezza panoramico, piuttosto squadrato, molto inclinato ed esteso sin quasi al paraurto anteriore, inglobando anche tutta la zona della fanaleria anteriore, che si sviluppa su una fascia trasversale. Ma non basta, il parabrezza, di fatto, forma tutta la cupola dell’abitacolo, inglobando anche il tetto trasparente e la parte superiore dei finetsrini laterali, fissa, con la parte inferiore discendente e molto estesa verso il basso ed il tutto completato anche da un ulteriore “voletto” trasparente sopra ai passaruota anteriori.
Sicuramente è la parte più caratteristica ed inusuale di tutto il concept, che rende l’abitacolo una vera e propria capsula spaziale, con l’ulteriore originalità dello specchietto retrovisore, unico, piazzato al centro del tetto, protetto da una carenatura aerodinamica e situato nella zona che normalmente separa il tetto stesso dal parabrezza; specchietto chiaramrnte visibile attraverso la superficie trasparente (ma anche coadiuvato da una telecamera in coda).
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A questo anteriore estremamente “trasparente”, di contrappone però un posteriore massiccio, piuttosto alto ed voluminoso, tagliato di netto in coda e caratterizzato soprattutto da prese d’aria, in entrata ed uscita (sfogo), tutte coperte da lamelle, eventualmente anche mobili, secondo le necessità di aerazione del vano della power unit.
Il tutto unitamente all’andamento esasperatamente cuneiforme di tutte le linee della fiancata, a partire dalla linea di cintura, che parte molto alta, per finire quasi a terra, verso l’anteriore dell’auto, creando un effetto molto dinamico e sicuramente non comune.
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VEDI LA FOTO GALLERY DELLA VERSIONE “CAPSULE”:
Oltre a questa versione originale, ho poi previsto una versione ben più “normalizzata”, con un normale cofano anteriore e gruppi ottici più tradizionali, a scomparsa attraverso un coperchio scorrevole ed anche diversi design del posteriore, alcuni con un normale lunotto, per consentire un minimo di visuale anche al posteriore, ma mantenendo sempre il concetto generale intatto.L’effeto novità si smorza un pò, in questo caso, ma non viene meno comunque la dinamicità di tutto l’insieme, che sembra correre anche da fermo.
Ed in fondo questo è sempre stato il mio gusto, con il piacere, ogni tanto, anche di provare a rompere tutte le regole e provare a stupire chi osserva, in positivo o anche in negativo, ma certo che non si possa restare freddi o indifferenti!
VEDI I RENDERING DELLA VERSIONE “NORMALIZZATA”:
Infine, sulla versione con normale cofano anteriore, ho anche voluto provare a creare una normale sportiva a motore posteriore/centrale, con un motore V8 o anche V12 e quindi allungando il passo ed aumentando le dimensioni generali.Il risultato è che si perde ancora un pò dell’unicità iniziale ma, ancora una volta, non l’effetto dinamico e comunque la piacevole sensazione di una sportiva estrema, tipicamente anni 80, molto cuneiforme e piuttosto squadrata, ma sempre dalle linee estremmamente sfuggenti.
VEDI LA GALLERY DELLA VERSIONE “LONGTAIL”:
Infine, quasi per gioco, ho anche voluto verificare l’effetto Spyder, togliendo il tetto e modificando la parte posteriore, diminuendone il volume generale.Lascio giudicare a voi l’effetto ottenuto.
Lo scopo di questi studi teorici, che svolgevo nel mio perdiodo studentesco (anni 80), era proprio questo: esplorare soluzioni di design inedite e poi provare ad adatterle a diverse esoluzioni reali. Anche se, teoricamente, forse si potrebber produrre in piccola serie anche la versione originale.



La prossima volta, vi anticipo solo che resteremo ancora negli anni 80, con un altro studio teorico. L’argomento? Seguiteci e vedrete.
Alla prossima.

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VEDI ANCHE:
VIDEO Collection – Old sketches from ISSAM Modena (by Fabrizio Ferrari, late 80’s)
VIDEO Collection – Manual sketches from ISSAM (by Fabrizio Ferrari – time: 1987-90)
L’Istituto Superiore di Scienza dell’Automobile di Modena (ISSAM)









