In questa puntata, pur restando sempre negli anni 80, torniamo ad un concetto che a lungo mi ha incuriosito e stimolato alla ricerca: cioè quello di una vetture “ibrida”, non nel senso comune che diamo oggi a questo termine – all’epoca l’elettrificazione era solo un concetto teorico, di cui non si sentiva ancora l’esigenza – ma per quanto riguarda il mix siingolare di generi e soprattutto di layout nella stessa vettura: non una sportiva in senso classico e nemmeno un coupè puro, ma neanche una berlina tradizionale; quanto piuttosto una berlina sportiva, con una configurazione ad un “volume e mezzo”, con 4 porte e 4 posti, ma con motore posteriore/centrale!


Sicuramente un concetto non comune, nemmeno ai giorni nostri, figuriamoci quasi 40 anni fa!
Ma il bello sta proprio in questa, diciamo così, “commistione o contaminbazione di generi” e soprattutto di concetti tecnici, alla ricerca del perfetto compromesso.
La caratteristica principale, è sicuramente quella dell’abitacolo e del padiglione in generale, molto avanzato, con un muso molto corto ed un cofano anteriore molto inclinato, in perfetta continuità con l’atrettamto inclinato e molto esteso parabrezza; unba omposizione volumetrica, che assicura alla vettura, un passo non esageratamente lungo, che ne penalizzerebbe l’handling nel percorsi misti ed un profilo filante con un accenno di terzo volume posteriore, piuttosto alto e tronco.
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Ed il senso di tutto lo studio stilistico e di design, sta proprio in questa zona cruciale, cioè il posteriore. Infatti, la porta posteriore si trova in pozione avanzata, rispetto all’asse posteriore, con lo schienale della divanetto posteriore, appaggiato direttamente al parafiamma, immediatamente davanti all’asse posteriore stesso, per lasciare posto ad un motore a 6 cilindri trasversale, con cambio integrato (sotto), in modo da compattare al massimo la meccanica e comunque poterla posizionare appena davamti all’asse posteriore, all’interno del passo. In questo modo si ottiene la migliore distribuzione dei pesi, ma senza allungare troppo il passo (interasse), come già ricordato.Inoltre, grazie all’abitacolo (padiglione) avanzato, si ottiene comunque un minimo spazio per le gambe di due passeggeri adulti sul divanetto posteriore.
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Ma i problemi da risolvere non sono finiti qui, perchè restano da vedere alcuni nodi tecnici legati alla posizione posteriore/centrale del motore e di tutta la meccanica calda: vale a dire, l’accessibilità, l’isolamento ternico e la ventilazione di questa stessa meccanica.

Per risolvere questo problema, prima di tutto ho ipotizzato un portellone posteriore, che incorpora anche il lunotto posteriore, in modo da avere accesso, contemporaneamente, al piccolo bauletto all’estremità posteriore del terzo volume (dietro al motore stesso) e, attraverso la rimozione della cappelliera che fa da isolamento termico (come su alcune Porsche attuali) ed avere così facilmente accesso a tutta la meccanica, la quale resta perô isolata dall’abitacolo stesso.
Infine la ventilazione dei gruppo meccanico posteriore/centrale, è assicurata da una prersa d’aria davanti al passasruiota posteriore, nella parte bassa della portiera posteriore e da un’evaquazione in scia, nella parte bassa del paracolpi posteriore, nella zona normalmente occupata dallo scivolo estrattore aerodinamico.
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Per il resto, il design generale della vettura è la risultanza delle soluzioni di tutti questi temi tecnici inusuali, senza troppi “voli pindarici” di stile, ma con un aspetto genrale, da Sport/Sedan con muso corto ed abitacolo avanzato, che non si scosta troppo da un normale profilo di due volumi attuale.Infine, ho studiato anche una serie di ipotesi per l’apertura delle porte: da un’unica porta per lato con apertura ad ala di gabbiano, molto pesante ed ingombrante, oltre che costosa da realizzare, alle classiche quattro porte con apertura ad armadio, senza montante centrale (come certe Lancia storiche); oppure ancora una combinazione di tutto questo, con le porte anteriori che si aprono ad ala di gabbiano e quelle posteriori, con apertura controvento, sempre per favorire l’accesso a tutti i 4 occupanti l’abitacolo.
In conclusione, una semplice ciriosità: vale a dire, alcune versioni “Limousine” con passo allungato, sino ad una “kilometrica” versione Americana, tipica dell’epoca negli USA.
La prossima volta, restando sempre negli anni 80, vi presenterô lo sviluppo di altri progetti teorici, cambiando ancora genere. A presto!



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VEDI ANCHE:
VIDEO Collection – Old sketches from ISSAM Modena (by Fabrizio Ferrari, late 80’s)
VIDEO Collection – Manual sketches from ISSAM (by Fabrizio Ferrari – time: 1987-90)
L’Istituto Superiore di Scienza dell’Automobile di Modena (ISSAM)









