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Ci occuperemo ora di un’altra azienda e cosí iniziamo a parlare di un altro costruttore, che pure ha creato le sue fortune all’interno della Motor Valley, anche se da anni non é più attivo in zona: la De Tomaso.

Ancora una volta sarà il Prof. Fabrizio Ferrari ad introdurci in questo mondo.

“Mi fa piacere parlare di questo progetto, ormai quasi dimenticato ed anche di un’altra delle aziende storiche che hanno fatto grande la Motor Valley e che ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare dall’interno.

Sto parlando della De Tomaso Modena, azienda creata a Modena nel 1959, dall’ex pilota ed imprenditore di origini argentine Alejandro De Tomaso.

I miei primi contatti diretti con l’azienda, grazie all’intercessione della Carrozzeria Campana di Modena (ufficiale De Tomaso e Maserati, all’epoca – vedi link) li ebbi nel 1994. All’epoca Alejandro De Tomaso era già stato colpito dal terribile ictus (1993) che lo aveva portato a rischiare la vita e quindi a cedere praticamente tutto l’impero industririale che aveva creato negli anni 80 (compresa la Maserati, ceduta alla FIAT).

Gli era rimasta solo l’azienda che portava il suo nome, che già stava iniziando a mostrare gravi problemi, in quanto mancava la liquidità necessaria a sviluppare il nuovo modello, la De Tomaso Guarà (vedi – link), la sportiva a motore posteriore centrale che doveva sostituire la storica De Tomaso Pantera (vedi – link).

Mi presentai in azienda, ben accolto, prima dalla PR Claudia Lodi e poi anche dal Direttore Tecnico Walter Ghidoni (vedi – link) con il quale nel tempo instaurai, non solo un rapporto professionale, ma anche di amicizia personale.

Ovviamente, considerata anche la particolare condizione dell’azienda in quel periodo, mi presentai più come giornalista che non come car designer (di cui presumevo non avessero particolare necessità).

Dopo aver seguito lo sviluppo del progetto Guarà (design di Carlo Gaino) ed aver pubblicato i primi articoli di presentazione (effettuai persino un test drive della Guarà su strada),

FABRIZIO FERRARI  TEST DRIVE DE TOMASO GUARÀ (1994)

venni a sapere del progetto segreto di una nuova sportiva voluta dallo stesso Alejandro, con il motore, di derivazione Ford, in posizione anteriore il cui design era stato affidato al designer Marcello Gandini (vedi – link)“.

IL PROGETTO DE TOMASO BIGUÁ (1996)

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“Il progetto era ovviamente ancora segreto, ma la De Tomaso, anche a causa della sua delicata situazione, aveva comunque bisogno di visibilità e quindi, presto organizzai un articolo dove presentai il nuovo progetto.

All’epoca non sapevo ancora della maggiore particolarità di quest’auto, vale a dire il tettuccio asportabile in combinazione con un particolare meccanismo che permetteva al lunotto di ruotare e scomparireall’interno di uno speciale vano nel bagagliaio posteriore, trasformando la vettura da coupè a spider completamente aperta.

Non ne ero ancora a conoscenza ma, in ogni caso, ancora non sarebbe stato un segreto da svelare in un articolo di presentazione del nuovo progetto, che aveva principalmente lo scopo di creare curiosità, interesse ed attesa per il nuovo inedito modello De Tomaso.

Quindi, già in quello stesso 1994, disegnai un coupè convenzionale, con uno stile in parte ispirato dalla Pantera ed infatti nell’articolo la definimmo “la Panterina“. Nell’articolo si parlava ovviamente di Marcello Gandini ed anche questo era un modo per favorire la visibilità del nuovo progetto”.

SFOGLIA GLI ARTICOLI (sotto):

LA PROPOSTA DI DESIGN, FUORI CONCORSO, DI FABRIZIO FERRARI (1995)

“In un secondo momento, non potei trattenermi dal voler comunque presentare una mia proposta di design e, senza comunque impegnarmi piû di tanto (sapevo comunque che il progetto era già definito e ben difficilmente modificabile), feci alcune modifiche al design che avevo realizzato per l’articolo di presentazione, aggiornando alcuni particolari fondamentali, come ad esempio i gruppi ottici anteriori, che da retrattili a scomparsa divennero carenati fissi ed altri particolari minori.

Recentemente ho realizzato alcuni render di questa antica idea, per meglio rappresentare quella che era all’epoca la mia proposta, molto convenzionale, se rapportata al design piuttosto insolito e certo molto personale della vera De Tomaso Biguà di Gandini.

In seguito, a vettura ormai presentata, sempre come giornalista, ricevetti dallo stesso Marcello Gandini anche alcuni sketches inediti che qui vi presento in via esclusiva”.

ORIGINAL SKETCHES BY MARCELLO GANDINI

LA PRESENTAZIONE DELLA DE TOMASO BIGUÀ (1996)

SKETCHES BY FABRIZIO FERRARI (FOR MAGAZINES)

GINEVRA 1996 – STAND DE TOMASO: IN VETTURA SANTIAGO DE TOMASO (FIGLIO DEL FONDATORE ALEJANDRO), FABRIZIO FERRARI (AL CENTRO) E HENRIQUE SCALABRONI (PROGETTISTA)

(DALL’ARCHIVIO PERSONALE DI WALTER GHIDONI – COPYRIGHT)

” La vera De Tomaso Biguà fu presentata in anteprima assoluta al Salone di Ginevra del 1996. Nell’occasione, oltre a conoscere personalmente il progettista di telaio e sospensioni, l’Ing. Henrique Scalabroni, genio dell’aerodinamica ed ex progettista della Scuderia Ferrari di F1, con il quale legai subito per affinità e passione. Scattai anche alcune foto sullo stand De Tomaso al designer Marcello Gandini, che avevo avuto occasione di conoscere pochi mesi prima, nella sua villa di Avigliana (TO), sempre per realizzare un servizio giornalistico su di lui.

SFOGLIA L’ARTICOLO (sotto)

MARCELLO GANDINI – GINEVRA 1996

Ricordo che vi fù anche una seconda presentazione del prototipo a Modena, nella sede della De Tomaso, alin presenza dello stesso Alejandro de Tomaso e per mezzo di un meeting internazionale dei clubs De Tomaso, che diede origine ad una grande festa nei cortili della stessa De Tomaso a Modena”.

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IL TENTATIVO DI MODIFICA DEL DESIGN, PRIMA DELLA CESSIONE DEL PROGETTO

” La De Tomaso Biguà ha una linea molto personale e quasi atipica, sia per Gandini che per la stessa De Tomaso, ma il suo vero punto di forza (ed anche di debolezza) era l’inedito e certo geniale meccanismo che la trasformava facilmente da coupè chiuso in spider totalmente aperta, con pure il passaggio intermedio come “targa”.

Purtroppo il sistema, proprio perchè genaile ed innovativo, era costoso da sviluppare ed infatti, alcuni problemi dovevano ancora essere risolti.

Inoltre, la linea della vettura ed in particolare l’equilibrio dei volumi, era molto condizionato da quello stesso meccanismo e non convinceva pienamente tutti.

Fu cosî che, ancora una volta di mia totale iniziativa, provai a migliorare questo equilibrio, ovviamente cercando anche di salvaguardare il meccanismo stesso, davvero interessante e che intrigava anche il sottoscritto”.

LA TRASFORMAZIONE IN QVALE MANGUSTA (1999)

VIDEO Collection – De Tomaso Biguà (1996) – Qvale Mangusta (1999)

“Purtroppo, tutte quest difficoltà, unitamente alla totale carenza di liquidità per sviluppare e mandare finalmente in produzione il progetto, alla fine convinsero De Tomaso a cedere lo stesso ad uno dei suoi principali dealer negli USA, tale Bruce Qvale.

Incaricato della cessione, fu il Direttore Generale della De Tomaso Giordano Casarini, il quale portò avanti con successo la trattativa con Bruce Qvale, il quale a sua volta, nel giro di pochi mesi, diede vita ad una nuova azienda modenese, la Qvale Automobili.

La sede, in Viale delle Nazioni, era la vecchia sede della Maserati Corse, ceduta a Bruce Qvale, il quale, a partire dal 1999, iniziò effettivamente a produrre la Biguà, sviluppata ma quasi identica nello stile e ribattezzata Qvale Mangusta, altro nome e modello storico della De Tomaso (vedi – link).

La prossima volta, vi scriverò di un altro progetto De Tomaso, oggi quasi del tutto dimenticato, ma che fu anche l’ultimo richiesto dall stesso Alejandro De Tomaso.

Continuate a seguirci. Alla prossima.

Fabrizio Ferrari

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