Continua il racconto del Prof. Ferrari, con il secondo capitolo dedicato alla Lamborghini anni 90, questa volta con un progetto segreto, rimasto tale ai più, perché il modello, purtroppo, per vari motrovi non é poi mai andato in produzione. Resta però un capitolo importante della storia della Casa del Toro, molto utile anche per capire gli sviluppi sucsessivi e soprattutto per comprenderne appieno l’evoluzione.
Ma, come sempre, lasciamo la parolo, pardon, lo scritto, al Prof. Ferrari.
IL PROGETTO “SUPER DIABLO” (1995)
“La precedente esperienza sul Diablo Roadster (vedi capitolo precedente) non fu del tutto infruttuosa, perché diede comunque il via ad una collaborazione, poi perdurata per quasi tutto il decennio, sino all’arrivo di Audi ed in parte anche oltre.Infatti, già all’epoca del progetto del Diablo Roadster, in Lamborghini si stava pensando ad un corposo restyling del Diablo, che iniziava a dare i primi segni di stanchezza nelle vendite.
Internamente il modello in studio era denominato “SUPER DIABLO” e, tecnicamente, prevedeva la conservazione di quante più componenti strutturali di base del Diablo in produzione. Sicuramente la cellula centrale dell’abitacolo, costituita tecnicamente dal perimetro delle porte (giro porte), dal tetto (padiglione) e dal parabrezza. Componenti che, per ogni nuovo progetto, sono tra le più costose, non solo perché comportano un nuovo telaio e quindi nuove attrezzature di produzione per tutte le componenti principali, ma soprattutto perché comportano anche la completa riomologazione della nuova auto, crash test compreso”.
LAMBORGHINI “ACOSTA” DI MARCELLO GANDINI (1995)
“Io all’epoca non potevo saperlo (anche se lo immaginavo), ma anche su questo progetto era giá al lavoro Marcello Gandini, il quale realizzò la sua proposta, sino ad arrivare a presentare un modello in scala 1:1 della sua idea, denominata “Acosta”.Tra gli imput da tenere ben presenti, oltre alla conservazione della suddetta cellula centrale (richiesta che anche Gandini rispettò perfettamente), anche quella di adottare un diverso tipo di gruppi ottici anteriori, non più ribaltabili a scomparsa, ma fissi, in osservanza delle crescenti restrizioni regolamentari dell’epoca, soprattutto per quanto riguarda il mercato americano (ma non solo).
La “Acosta” di Gandini, presenta linee piuttosto morbide con alcuni “scatti nervosi”, in corrispondenza delle prese d’aria laterali, sporgenti a completamento del classico taglio obliquo dei passaruota posteriore (tipica firma” di Gandini) ed anche del musetto, dove i fari fissi, comportano una sorta di scalino”.
LAMBORGHINI “TOREO” DI FABRIZIO FERRARI (1995)

Lamborghini “Toreo” (1995)
“Anch’io io ricevetti dall’Ing. Luigi Marmiroli, all’epoca il Direttore Tecnico Lamborghini, le stesse indicazioni di massima, sulla cui base mi misi al lavoro con grande fervore e passione”.
Molto velocemente realizzai una serie completa di figurini a colori (sketches), dove rappresentai in tutte le viste principali, ortogonali e prospettiche, la mia idea di sostanziale restyling del Diablo, immaginando anche tutte le scomposizioni e le parti mobili (cofani e porte) della nuova carrozzeria, che a mio vedere doveva essere tutta in materiali compositi, escluso il tetto (che rimaneva in acciaio) e le porte (in alluminio)”.
LAMBORGHINI “TOREO” SKETCHES
“Il design, oltre alla suddetta scomposizione delle parti ed all’uso intensivo di materiale compositi (giá presente sul Diablo, ma solo per alcune componenti), prevedeva alcune novità sostanziali, come ad esempio i gruppi ottici anteriori fissi carenati a vista, che erano una delle prioritá, per prolungare l’omologazione dell’auto, soprattutto negli USA (dove i fari a scomparsa stavano per essere vietati, per ragioni di sicurezza nell’urto pedone, soprattutto).Mentre per quanto riguarda lo stiling vero e proprio, mi ero rifatto ad alcuni concetti di riconoscibilitá del Countach, per infondere maggior carattere ed aggressivitá a tutto il design dell’auto, mixandole con alcune componenti dal design molto “racing”, che avrei poi ripreso a breve per la prima versione da pista del Diablo: la SV-R! Tra queste anche lo studio di un fondo totalmente carenato, che termina con un evidente scivolo estrattore posteriore, delimitato da due bavette laterali aerodinamiche (la stessa soluzione, giá studiata anni prima sulla mia tesi, la Lamborghini “Interceptor” del 1989 – vedi)
Il risultato finale era un mix di aggressività e spiccata personalità che, mio vedere erano le caratteristiche base di ogni Lamborghini: riconosbilitá ed “effetto wow” erano le mie principali direttrici.
Prima della presentazione, scelsi anche un possibile nome che, questa volta si rifaceva chiaramente alla tradizione della Casa del Toro: “TOREO”, che dallo spagnolo significa appunto corrida, o anche arena dei tori”!
LAMBORGHINI “TOREO” RENDER:
“Purtroppo, non era un bel periodo, sia “politicamente’, sia soprattutto finanziariamente, per la Lamborghini di metá anni 90, orfana del gigante USA Chrysler e gestita in modo piuttosto caotico e con poche risorse, dal figlio dell’allora Presidente indonesiano Suharto.Ed é soprattutto per questo motivo che nessuno dei due progetti, sia il mio che quello di Gandini, ebbe un seguito concreto in produzione.
Anche perché, di li a poco, si presentò, quasi a sorpresa un terzo consulente, ovvero la milanese ZAGATO, il cui titolare, Andrea Zagato, si accordò direttamente con il Presidente Lamborghini Mike Kimberley, scavalcando di fatto anche tutto l’ufficio tecnico Lamborghini e lo stesso ing. Marmiroli e presentando a breve un vero prototipo marciante, la “CANTO” (1996), che però non rispettava per nulla il capitolato tecnico Lamborghini (soprattutto la conservazione della cellula centrale del telaio e del padiglione).
Ma questa é giá un’altra storia, che vi racconterò nel dettaglio la prossima puntata.
Restate connessi. A presto”.
Fabrizio Ferrari
VEDI ANCHE:
CAP.6 1989/2001: LA MIA ESPERIENZA IN AUTOMOBILI LAMBORGHINI
PER I COLLEZIONISTI E CULTORI LAMBORGHINI APPASSIONATI ED ESPERTI DI DESIGN, SEGNALO IL LIBRO DEDICATO, USCITO MOLTI ANNI FA, IN OCCASIONE DEL CINQUANTESIMO LAMBORGHINI (2013) SOTTO:
VIDEO Collection – “Lamborghini Fantastiche book
TI SEI PERSO LE PUNTATE PRECEDENTI?
ECCO I LINK DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI:
History of Car Design: una nuova inedita rubrica a cura del Prof. Fabrizio Ferrari
History of Car Design – Parte 1: gli anni 80 – Cap.01: Studio di Minivan/Sedan concept
History of Car Design – Parte 1: gli anni 80 – Cap.02: Studio di Concept Car sportiva estrema
History of Car Design – Parte 1: gli anni 80 – Cap.03: Lamborghini “Interceptor” (1989) una Tesi con studio completo
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.01: Il progetto Diablo Roadster (1994)









