Come anticipato lo scorso capitolo, facciamo ora un passo indietro nel tempo, per andare a rivisitare quelli che sono stati i progetti “racing” che hanno ruotato intorno al Lamborghini Diablo.
Il Prof. Fabrizio Ferrari, che ha vissuto in gran parte questa vicenda, come sempre ci illustra.
” I progetti “racing” che per diversi anni hanno ruotato intorno al Diablo, hanno radici al di fuori dell’azienda, ma si sono esplicati in molteplici forme negli anni.
Addirittura i primi programmi sportivi, hanno avuto origine grazie all’JLOC, il “Japan Lamborghini Owners Club“, sin dai tempi del Countach 25esimo, preparato a Sant’Agata, su diretta richeista del Presidente dell’JLOC, Isao Noritake, che aveva un proprio team che gareggiava nel Super GT giapponese.
Nel periodo che va dal 1993 al 1995, sono poi state preparate, sempre in azienda a Sant’Agata, alcune diverse versioni racing del Diablo (vedi), sempre per gareggiare nel Super GT giapponese”.
IL DIABLO SV-R, PRIMA “RACING CAR” UFFICIALE DELLA STORIA LAMBORGHINI
“Ecco dunque che, verso la fine del 1995, nasce l’idea di realizzare il primo Diablo “racing” ufficiale della Lamborghini (vedi). In realtá solo una speciale versione dedicata ad un inedito trofeo monomarca, il SUPERTROPHY LAMBORGHINI, derivata direttamente dalla nuova versione ipersportiva del Diablo, la SV (Super Veloce – vedi).
Ho avuto l’opportunitá , l’onore e l’onere di partecipare direttamente a quest’attivitá, anche grazie al mio appena precedente coinvolgimento nel progetto SUPER DIABLO (vedi Cap.2), e per questo vi invito a leggere l’articolo dedicato (sotto – link):
CAP.6.4 1996: LA DIABLO SV STRADALE E SV-R PER IL SUPERTROPHY – FINALMENTE IN PRODUZIONE!
“Ecco dunque che il dado era ormai tratto: la Lamborghini era di fatto ufficialmente entrata nel mondo racing e, da qui, le iniziative sono sempre e solo cresciute, sino a creare, nei primi anni 2000, una vera SQUADRA CORSE LAMBORGHINI, ad oggi ancora attiva in diverse categorie: dal WEC all’IMSA, oltre ovviamente al Trofeo monomarca Lamborghini”.
IL PROGETTO DIABLO GT1 (1997)
“Non a caso, subito dopo il Diablo SV-R, nasceva l’idea di poter gareggiare, con una versione profondamente evoluta del Diablo, nella categoria principale del Campionato GT dell’epoca, la GT-1!Purtroppo l’azienda non disponeva di molte risorse economiche da dedicare, ed é anche per questo che, di fatto, collaborò direttamente con un’organizzazione esterna, la francese SAT (Signes Advanced Technology), azienda specializzata, dedicata espressamente al motorsport, per realizzare il prototipo del DIABLO GT1.
A finanziare il tutto ancora una volta il Presidente dell’JLOC, Isao Noritake. Si tratta del Diablo maggiormente preparato e profondamente modificato, per gareggiare sia nel JGTC, il campionato GT giapponese, sia nel nascemte FIA GT, che nel 1997 succedeva al predente BPR, il campionato internazionale per vetture GT, derivate da sportive stradali.
il prototipo, realizzato direttamente dalla SAT, ha caratteristiche uniche , sicuramente promettenti, come ad esempio il telaio con diversi inserti speciali in fibra di carbonio e soprattutto un’aerodinamica molto evoluta, con una coda lunga che, oltre a favorire la scia aerodinamica in gare come Le Mans, permette la creazione di un enorme scivoilo estrattore, che grantisce un ottimo effetto suolo al fondo piatto carenato, migliorando notevolmente la tenuta di strada.
LA MIA PERSONALE VISIONE DEL DIABLO GT1
“Nello stesso periodo, tra il 1996 e il 1997, dopo la soddisfazione di veder realizzato il mio design del DIABLO SV-R Vedi), ricordandomi ancora dei limiti tecnici imposti giá ai tempi del PROGETTO SUPER DIABLO (vedi), decisi autonomamente di studiare una mia personale versione di quello che doveva essere il DIABLO GT1 (che all’epoca era in fase di gestazione in Francia, alla SAT e quindi non se ne conoscevano le caratteristiche).
Quindi decidi di mantenere interamente la cellula centrale del Diablo (tetto, giro-porte e parabrezza), per contenere i costi e non stravolgere completamente il telaio di base e mi concentrai dunque soprattutto sulla parte posteriore (cosí come del resto stava facendo anche la stessa SAT).
LAMBORGHINI DIABLO GT1 “RACING” BY FABRIZIO FERRARI
Anteriormente aggiunsi un nuovo paraurto, con prese d’aria più generose ed uno spoiler maggiorato, per aumentare il carico aerodinamico. Carico aerodinamico incrementato anche per mezzo di vari sfoghi estrattori sul cofano anteriore, con alette aerodinamiche di orientamento dei flussi. Infine, aggiunsi gruppi ottici fissi sotto carenatuira aerodinamica, per le gare di durata come Le Mans.Posteriormente, come anticipato, concentrai le maggiori modifiche, quasi stravolgendo il design della carrozzeria originale del Diablo (ma senza per questo modificare più di tanto il telaio ed il layout dei componenti sottostanti).
Ecco dunque che, al posto di una coda molto allungata, come nel caso della “vera” GT1 della SAT, immaginai piuttosto un padiglione che ssi chiudeva posterirmente a goccia, rastremandosi progressivamente verso l’ala posteriore; lasciando spazio, non solo ai flussi aerodinamici che investivano la generosa ala ed il sottostante splitter posteriori, ma anche ai generosi convogliatori sui possenti fianchi, destinati a dare aria ai radiatori dell’acqua in coda.
A completare il tutto, oltre ad una generosa presa d’aria centrale (snorkel) sul tetto, per dare aria in pressione ai polmoni d’alimentazione del V12, anche un generoso scivolo estrattore aerodinamico nella parte inferiore ed una serie di gruppi ottici a striscia di led, molto più leggeri ed efficienti dei gruppi ottici originali del Diablo.
Ovviamente, tutte le parti modificate della carrozzeria, le immaginai in leggeri materiali compositi.
Il tutto non solo in esclusiva funzione racing, ma anche per una eventuale versione stradale, con diversi allestimenti, più u meno “racing” (ecco il motivo per non allumngare lo sbalzo posteriore).
LAMBORGHINI DIABLO GT1 “STRADALE – R” BY FABRIZIO FERRARI
Chiaro che la mia idea, a maggior ragione, era destinata a rimanere solo un progetto virtuale, vista la cronica mancanza di fondi e di possibilitá ed infatti cosí fu, purtroppo”.LAMBORGHINI DIABLO GT1 “STRADALE” BY FABRIZIO FERRARI
Nel prossimo capitolo, andremo ad esaminare, un altro lungo processo, quello legato al progetto del piccolo Toro, il Lambo V10 che, sin dalla seconda parte degli anni 80, era partito con la sigla di progetto P.140 (1987), ma che poi, a partire dal 1994, quando la Lamborghini passò sotto il controllo del gruppo di investitori capitanati dal Presidente indonesiano Suharto, dopo uno stop, il progetto P.140 fu ripreso nuovamente sotto la sigla di progetto L.140.Anche questa é una vicenda lunga e complessa, con diversi attori e proposte di design in campo, che é poi durata sino all’inizio del nuovo millennio.
Ma non voglio svelare ancora nulla, per ora, se volete, continuate a seguirci. Alla prossima”.
Fabrizio Ferrari
VEDI ANCHE:
CAP.6 1989/2001: LA MIA ESPERIENZA IN AUTOMOBILI LAMBORGHINI
PER I COLLEZIONISTI E CULTORI LAMBORGHINI APPASSIONATI ED ESPERTI DI DESIGN, SEGNALO IL LIBRO DEDICATO, USCITO MOLTI ANNI FA, IN OCCASIONE DEL CINQUANTESIMO LAMBORGHINI (2013) SOTTO:
VIDEO Collection – “Lamborghini Fantastiche book
TI SEI PERSO LE PUNTATE PRECEDENTI?
ECCO I LINK DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI:
History of Car Design: una nuova inedita rubrica a cura del Prof. Fabrizio Ferrari
History of Car Design – Parte 1: gli anni 80 – Cap.01: Studio di Minivan/Sedan concept
History of Car Design – Parte 1: gli anni 80 – Cap.02: Studio di Concept Car sportiva estrema
History of Car Design – Parte 1: gli anni 80 – Cap.03: Lamborghini “Interceptor” (1989) una Tesi con studio completo
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.01: Il progetto Diablo Roadster (1994)
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.02: Il progetto “Super Diablo” (1995 – poi L147)
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.03: Il progetto L147(dal 1996) per l’erede del Diablo
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.04: entra nel vivo il “challenge” per Il progetto L147 (per l’erede del Diablo)
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.05: la fase finale del progetto L147 (per l’erede del Diablo)
History of Car Design – Parte 2: gli anni 90 – Lamborghini – Cap.06: finalmente il progetto L147 giunge a conclusione con la Murcielago (2001)









