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Anche quest’anno, l’ormai tradizionale evento dedicato alla Motor Valley, il “Motor Valley Fest” giunto alla sua ottava edizione ha avuto come centro la città di Modena.

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Come ogni anno, il fulcro di tutto l’evento é stata la centralissima Piazza Roma, dove si sono radunate auto storiche e supercar di ogni genere, oltre ovviamente ai vari stand ufficiali della Case, come sempre nel cortile interno dell’Accademia Militare.

Per i tanti visitatori, giunti da ogni parte, erano dunque ad attenderli i vari stand ufficiali di Ferrari, Maserati, Lamborghini, Pagani, Ducati e Dallara. Oltre agli stand del Circuito di Modena, di Misano, il Museo Tonino Lamborghini e tanti altri.

MEETING DELLE SUPERCAR CREATE DA ALEJANDRO DE TOMASO
Ma l’evento clou, ha avuto luogo sabato 30 maggio, grazie al previsto raduno delle vetture create da Alejandro De Tomaso, il costruttore modenese, di origini argentine che, dal 1959, anno di fondazione della De Tomaso a Modena, sino al 2003, l’anno della sua morte, é stato uno dei grandi protagonisti della stessa Motor Valley, insieme a Ferrari, Maserati e Lamborghini.

Per ricordare la De Tomaso Modena, che realizzava supercar da sogno con meccanica Ford (il classico V8 americano), basta ricordare solo un nome: De Tomaso Pantera (vedi – link), una supercar che, in effetti è stato il modello di maggior successo, anzi di successo planetario, dell’azienda modenese creata da Alejandro De Tomaso.

Ed infatti, al raduno erano presenti diverse De Tomaso Pantera, in diverse versioni, tra cui spiccava soprattutto una Pantera GR.4 Stradale di proprietà del noto chef stellato Massimo Bottura, curata direttamente dall’AutoElite di Spezzano (vedi – link), vicino a Maranello. In particolare, era al seguito di questa vettura, ma non solo, anche di una Gr.4 da competizione, lo stesso titolare dell’AutoElite, Claudio Orlandini, tra i maggiori esperti di meccaniche De Tomaso e non solo.

Tra le varie Pantera presenti, spiccava anche una speciale versione preparata per il Gr.5 Silhouette che, tra la fine degli anni 70 ed i primi anni 80, ottenne tanti successi nelle gare endurance della categoria.

Infine, a completare la non comune infilata di vetture De Tomaso anche una rarissima Vallelunga (vedi – link) da competizione, bellissima nella sua livrea gialla, dell’appassionato e collezionista Maurizio Antoniazzi.

NON SOLO VETTURE DE TOMASO, MA ANCHE LE MASERATI CREATE DA ALEJANDRO

Ma le De Tomaso non erano le uniche supercar del raduno dedicato ad Alejandro De Tomaso; infatti, schierate lungo l’altro lato dell’Accademia, anche diverse le Maserati create dallo stesso Alejandro, nel periodo in cui la Casa del Tridente, dopo la liquidazione della Citroen (1975), era stata letteralmente salvata dal costruttore italo/argentino, che l’aveva rilevata giusto in tempo dalla liquidazione dei francesi.

In particolare, erano presenti quasi tutte le varianti della sua Maserati di maggior successo, la Biturbo che, nei primi anni 80, sconvolse letteralmente il mercato delle sportive, con un motore a sei cilindri di soli due litri, ma sovralimentato e che quindi sviluppava potenze di tutto rispetto: un’altra delle idee geniali di Alejandro De Tomaso; al pari della De Tomaso Pantera con motore V8 Ford, potente, veloce e vincente anche in pista, ma con costi relativamente ridotti rispetto alle supercar concorrenti, Ferrari e Lamborghini in primis.

Oltre alla primigenia Biturbo, erano presenti quasi tutte le sue principali evoluzioni, sino alla Ghibli (Vedi – link), anche in versione racing, per l’omonimo monomarca Ghibli Cup ed anche una rarissima e bellissima Maserati Shamal (vedi – link), l’unica della serie ad adottare il possente motore V8 biturbo.

Infine, quasi dimenticata dal pubblico presente, ma sempre parte della storia di Alejandro De Tomaso, anche una ormai rara Innocenti Mini 90 Bertone, sempre realizzata sotto l’egida di Alejandro, nel periodo in cui il costruttore italo/argentino, prese il gestione anche la Innocenti di Lambrate (MI).

Davvero un bel modo per ricordare, soprattutto alle giovani generazioni, una parte sempre importante della storia di Modena e della stessa Motor Valley, una storia che non deve essere dimenticata!

 

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