Maranello, 25 marzo 2026 – Dopo l’avvio di stagione tra Melbourne e Shanghai, la Formula 1 resta in Asia per uno degli appuntamenti più iconici del calendario: il Gran Premio del Giappone, in programma sul circuito di Suzuka. Per i piloti della Scuderia Ferrari HP, così come per il resto dei concorrenti, il terzo weekend del campionato rappresenta un passaggio particolarmente significativo, perché porta le nuove monoposto 2026 su un tracciato che, più di molti altri, mette alla prova la qualità complessiva del pacchetto vettura-power unit e premia le abilità del pilota. Dopo i riscontri raccolti nelle prime due gare, il fine settimana giapponese offrirà una nuova importante opportunità per continuare a comprendere il comportamento di vetture profondamente diverse rispetto al passato, in una fase della stagione in cui ogni sessione in pista contribuisce ad accelerare il processo di apprendimento, alla vigilia di un mese che, dopo la cancellazione delle gare di Bahrain e Arabia Saudita, permetterà di lavorare intensamente a casa.
Pista leggendaria. Suzuka è uno dei circuiti più tecnici e impegnativi del Mondiale: con i suoi 5,807 chilometri e il layout, unico, a forma di otto, combina curve ad alta velocità, cambi di direzione rapidi e sezioni in cui ritmo, precisione e bilanciamento fanno la differenza. Dalle “esse” del primo settore alle curve Degner, fino alla Spoon e alla 130R, il tracciato giapponese richiede una monoposto stabile, precisa nei trasferimenti di carico e capace di offrire fiducia al pilota nelle fasi più veloci del giro. In questo contesto, con le nuove regole 2026 che hanno modificato in modo sostanziale sia l’aerodinamica sia il rapporto tra componente termica ed elettrica della power unit, Suzuka assume ancora più valore come banco di prova, perché impone di mettere insieme efficienza, guidabilità e gestione dell’energia su un giro tra i più esigenti dell’intera stagione.
Tradizione e passione. Il Gran Premio del Giappone occupa da sempre un posto speciale nella storia della Formula 1. Quella del 2026 sarà la quarantesima edizione di questa gara ad essere valida per il Campionato del Mondo e la trentaseiesima disputata a Suzuka, circuito che dal 1987 è diventato sinonimo di grandi sfide tecniche, duelli memorabili e titoli decisi. A rendere ancora più unico questo appuntamento contribuisce l’atmosfera che si respira attorno alla pista: i tifosi giapponesi sono tra i più appassionati, competenti e creativi del mondo, e il loro entusiasmo accompagna da sempre anche la Scuderia Ferrari HP, che in Giappone ritrova ogni anno una cornice di grande calore e partecipazione.
Programma. L’azione in pista a Suzuka inizierà venerdì con la prima sessione di prove libere alle 11.30 locali (3.30 CET), seguita dalla seconda alle 15 (7 CET). Sabato 28 marzo i team torneranno in pista per l’ultima ora di prove libere alle 11.30 locali (3.30 CET), mentre le qualifiche scatteranno alle 15 (7 CET). Il Gran Premio del Giappone prenderà il via domenica 29 marzo alle 14 locali (7 CEST dopo il cambio nell’ora che in Europa sarà nella notte tra sabato e domenica) sulla distanza di 53 giri, pari a 307,471 chilometri.
Fred Vasseur – Team Principal
Il Gran Premio di Cina è stato un’altra esperienza utile per noi. Abbiamo confermato alcuni degli aspetti positivi che avevamo visto a Melbourne, soprattutto in condizioni di gara, ma allo stesso tempo abbiamo constatato che ci sono ancora aree in cui dobbiamo migliorare. Il generale livello di competitività è molto alto e piccoli dettagli possono avere un grande impatto sul risultato.
Suzuka è un circuito molto impegnativo e rappresenta un’altra opportunità importante per comprendere meglio la SF-26 e continuare a progredire. Dobbiamo restare concentrati su noi stessi, lavorare sull’intero pacchetto e assicurarci di mettere tutto insieme nel corso del weekend.
Dopo questa gara avremo anche un mese a Maranello, che sarà importante per analizzare i dati raccolti nelle prime tre gare e continuare a sviluppare la SF-26 nella giusta direzione.
Ferrari stats
GP disputati 1124
Stagioni in F1 77
Debutto (A. Ascari 2nd; R.Sommer 4th; L. Villoresi ret.) Monaco 1950
Vittorie 248 (22.08%)
Pole positions 254 (22.60%)
Giri più veloci 265 (23.58%)
Podi 838 (24.85%)
Ferrari stats GP del Giappone
GP disputati 39
Debutto (C. Regazzoni 5°; N. Lauda rit.) 1976
Vittorie 7 (22.22%)
Pole positions 10 (25.64%)
Giri più veloci 7 (17.95%)
Podi 25 (21.37%)
Tre domande a… Marco Gasparet
SPORTING SPECIALIST
1. Quali sono le caratteristiche della pista di Suzuka anche considerando queste auto di nuova generazione?
Il circuito di Suzuka è senza dubbio uno dei più affascinanti e tecnicamente impegnativi dell’intero calendario. La sua unicità deriva dalla combinazione di curve lente – come il celebre tornantino – e sezioni ad altissima velocità, tra cui la leggendaria 130R. A queste si aggiunge la complessa sequenza di curve in serie, dalla 3 alla 6, che richiede precisione e buon bilanciamento della monoposto. In vista del Gran Premio, il tracciato è stato riasfaltato: quest’anno l’intervento ha riguardato le curve dalla 7 alla 17, completando così il lavoro iniziato nella stagione precedente, che aveva interessato il resto della pista.
Questo sarà inoltre il primo dei sei GP ad avere soltanto due zone di attivazione della Straight Mode: la stessa configurazione verrà adottata anche a Barcellona, Zandvoort, Madrid, Baku e Interlagos. Dal punto di vista della gestione dell’energia, Suzuka rappresenterà una sfida significativa per tutti i team, che dovranno trovare il giusto compromesso per massimizzare prestazioni ed efficienza con le vetture di nuova generazione.
2. Come cambia il programma della squadra alla luce della cancellazione di due gare?
La modifica forzata al calendario ha inevitabilmente richiesto un riadattamento della pianificazione da parte di tutti i team. Tuttavia, la Formula 1 non si ferma mai: il mese di aprile diventa così un’opportunità preziosa per ottimizzare il lavoro svolto finora. In queste settimane ci concentreremo soprattutto nell’analisi dei dati raccolti nelle prime gare e nello sviluppo delle simulazioni, uno strumento fondamentale per preparare al meglio gli appuntamenti successivi insieme ai nostri piloti. Parallelamente, continueranno in modo costante anche gli allenamenti dei pit stop, un elemento chiave per mantenere e migliorare il trend positivo mostrato fino a questo momento.
3. Parlaci di te: come ti senti a essere parte di Scuderia Ferrari HP e quale percorso ti ha portato a lavorare con il team?
Sono entrato in Ferrari nel 2012, ricoprendo inizialmente il ruolo di Sporting Manager della Serie Europa del Ferrari Challenge, diventando poi qualche anno dopo anche coordinatore della Serie UK. Nel 2024 ho avuto l’opportunità di entrare a far parte di Scuderia Ferrari HP. Essere cresciuto nella Motor Valley ha sicuramente segnato il mio cammino: qui quello dei motori non è semplicemente uno sport, è una cultura. Sin da piccoli si respira il profumo dei motori, si ascoltano storie legate a piste e officine, si impara ad apprezzare ogni forma di competizione, dalle realtà locali fino ai grandi campionati internazionali. È un ambiente che trasmette passione, disciplina e un rispetto profondo per questo mondo. Per un italiano, poi, Ferrari rappresenta qualcosa di unico. Non è solo un team: è un simbolo, un orgoglio nazionale, un’eccellenza che da decenni emoziona milioni di persone. Entrare a far parte di una squadra con una legacy così ineguagliabile è un onore enorme. La Scuderia è un ambiente speciale, quasi una famiglia, dove tradizione e innovazione convivono e dove ognuno lavora con un obiettivo comune.
Sentirmi parte di questo team è estremamente stimolante. Credo che la passione per il motorsport – e soprattutto per il Cavallino Rampante – sia fondamentale per dare ogni giorno il massimo. Sapere di contribuire, anche in piccola parte, alla storia di un team così iconico è una motivazione continua.
Profilo
Marco Gasparet
Nazionalità: Italiana
Nata il 29/11/1986
A: Parma
Gran Premio del Giappone: numeri e curiosità
3. Il manzo Matsusaka è considerato il terzo migliore per qualità tra quelli prodotti in Giappone. Gli altri due sono il Kobe e l’Ohmi. Proveniente proprio dalla prefettura di Mie, di cui Suzuka è parte, il Matsusaka è famoso per la marezzatura estremamente fine e la consistenza morbida, risultato di un’attenzione quasi artigianale nell’allevamento. Il tempo medio di allevamento di questi bovini è di circa 900 giorni, significativamente più lungo rispetto agli standard.
20. Gli anni che separano ogni ricostruzione del Santuario di Ise: uno dei luoghi più sacri del Giappone, che viene smontato e ricostruito identico a sé stesso secondo un rituale millenario, simbolo di rinnovamento continuo e ricerca della perfezione. Questa tradizione viene tramandata senza interruzioni da almeno 1300 anni, e questo la rende una delle più longeve al mondo.
1,000. Il numero medio di terremoti che si registrano ogni anno in Giappone (circa il 10% di tutti quelli che avvengono nel mondo). Con questa realtà il Paese convive da sempre, e ha pertanto sviluppato nel tempo alcune delle tecnologie antisismiche più avanzate al mondo e una cultura della preparazione e della resilienza estremamente radicata.
1893. L’anno in cui Kokichi Mikimoto riuscì a ottenere la prima perla coltivata: un’innovazione nata nella baia di Ago che ha rivoluzionato il settore del lusso, rendendo accessibile un prodotto fino ad allora estremamente raro. Il tempo necessario, ancora oggi, per formare una singola perla coltivata di alta qualità all’interno dell’ostrica è di circa due anni.
2000. Gli anni di tradizione delle Ama, le pescatrici in apnea della prefettura di Mie: ancora oggi si immergono senza l’ausilio di bombole per raccogliere perle e frutti di mare, mantenendo viva una pratica antichissima fatta di tecnica, resistenza e conoscenza del mare. La profondità tipica delle immersioni, effettuate trattenendo il respiro per circa un minuto, è di circa dieci metri.
25 marzo 2026









