MODENA – L’ottava edizione del MotorValleyFest si è conclusa con un grande successo di visitatori, oltre 75.000 provenienti da tutto il mondo , ma soprattutto di contenuti ed eventi diffusi in ogni angolo della città. Un po’ come avviene a Milano per la DesignWeek, dove la fiera è ormai solo un pretesto. La cosa che più piace è la possibilità di incontrare a tu per tu personaggi straordinari e condividere con loro idee e passioni.
Vi racconto quello che è successo a me. È giovedì mattina, si è appena concluso il convegno inaugurale, quest’anno dedicato a “Global Trends, New Frontiers and Human Responsibility”. Guadagno una delle uscite laterali del Teatro Storchi, vengo abbagliato dalla luce del sole e quasi urto contro Benedetto Vigna, amministratore delegato di Ferrari, impegnato in una concitata discussione con un capannello di studenti universitari.
Due di loro studiano al Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari, uno al MUNER di Varano de’ Melegari, un altro è semplicemente un liceale. Ha 17 anni, indossa una maglietta della Ferrari. È arrivato in treno da Ferrara, partendo all’alba per ascoltare i grandi dell’automobile. Sogna, un giorno, di lavorare in Formula1.
I ragazzi si complimentano con Vigna, ma esprimono anche qualche perplessità.
«Questa macchina l’ho pensata per voi ragazzi, non certo per quelli della mia generazione. Noi i nostri traguardi li abbiamo già raggiunti. Quando ero in ST Microelectronics e dovevo progettare nuovi chip, la prima cosa che facevo era capire cosa stessero facendo gli altri e chi fossero i nostri clienti. I nostri clienti erano quasi tutti non europei e si aspettavano qualcosa di innovativo, di diverso. Lo stesso metodo l’ho usato per Luce. L’Italia dipende da voi, non dai nostalgici dei motori termici».
La discussione è appassionante, ma devo raggiungere Piazza Roma dove è in programma l’inaugurazione. Incrocio Claudio Domenicali di Ducati.
«Ingegnere, come sta?»
«Bene, grazie. Sto correndo al Mugello, domenica abbiamo il Gran Premio».
«Date una mano a Pecco (Francesco Bagnaia ndr), il mondiale è ancora aperto», gli dico.
«Lo stiamo facendo. In Ducati tutti i piloti hanno lo stesso trattamento, anche quelli dei team satelliti. Ha visto cosa sta facendo di Giannantonio?».
Ci salutiamo e raggiungo la piazza, dove c’è di tutto e di più. Più vip e belle donne che a Cannes, con in più le auto fuoriserie.
La sera sono invitato in Maserati per il fuorifestival “Tridente Talks”. Sul palco sale Massimo Bottura e racconta un episodio incredibile.
«Era il 2016, credo. Entrano in Osteria Francescana due clienti svizzeri. Mi sembrano un po’ provati. Si siedono, ordinano, si rilassano e mi raccontano che quella mattina avevano ritirato una GranTurismo nuova in Ciro Menotti per iniziare un viaggio di quindici giorni in Italia. Il sogno della loro vita. Ma all’Hotel Canalgrande il parcheggiatore gli ha distrutto una fiancata. Adesso l’auto è in carrozzeria e loro devono rinunciare al viaggio e tornare a casa.
Mi viene una pensata e chiamo in fabbrica», prosegue Bottura, «parlo con Davide Baldini e gli chiedo se sono coperto assicurativamente nel caso prestassi la mia Levante Fuoriserie a dei clienti. Davide mi risponde: “Vai tra”. Loro ripartono con la mia macchina, fanno il viaggio dei loro sogni e tornano contenti come delle pasque».
In quale altra parte del mondo potreste mai trovare un servizio clienti così?
Stefano Bergonzini
Lo StudioBergonziniComunicazione è la prima agenzia della MotorValley, fondata il 26 gennaio 1996 in Viale Ciro Menotti 201, nell’area dove nel ‘900 nacque il mito della velocità. E’ stata riconosciuta di interesse nazionale e abilitata a lavorare coi ministeri dalla Consip, con provvedimento n. 1495372/2025.
Contatti: +39 059/210528 press@studiobergonzini.com









