Ferrari F40: l’ultima di Enzo Ferrari!

La tradizione della Casa del Cavallino Rampante ha sempre previsto sin dalla nascita vetture stradali pensate già in origine anche per l’uso in pista.
Infatti, nei primi anni del dopoguerra e sino agli anni 60, era normale che una vettura sportiva da pista, potesse essere convertita anche ad un uso stradale o viceversa.
Non a caso, l’apoteosi di questa filosofia è stata la Rossa più famosa e costosa della storia: la celeberrima Ferrari 250 GTO.
Dagli anni 60 si passa quasi alla fine degli anni 70, con la 308 GTB Gruppo 4 (1978), preparata da Michelotto per le gare. Di fatto una Ferrari “non ufficiale”, preparata esternamente (non a Maranello), ma che ha dato sufficienti soddisfazioni, da far tornare la voglia di GT dedicate alle corse anche allo stesso Enzo Ferrari.
Al punto che nel 1984 fu presentata la 288 GTO, di fatto una berlinetta speciale derivata dalla serie 308, ma profondamente evoluta per le gare: non a caso il motore V8 posteriore centrale, non è più trasversale (come nella 308), ma montato longitudinalmente, con un cambio specifico e soprattutto sovralimentato con due turbine (una per bancata); mettendo così a frutto l’esperienza che la Casa di Maranello stava già portando avanti in Formula 1 (dal 1981, con la 126 CK).
Anche l’aerodinamica è particolarmente curata e, di fatto, pur essendo nata per le corse, a causa di un repentino cambio dei regolamenti, la 288 GTO non corse mai, ma divenne invece ufficialmente la prima vera supercar Ferrari in serie limitata.
Il successo della 288 GTO fu tale, da concedere ben presto una replica ancora più evoluta, solo tre anni dopo, con la F40 (1987), presentata in occasione del 40° Anniversario della stessa Ferrari e, di fatto, l’ultima GT stradale approvata personalmente dallo stesso Enzo Ferrari!
PRIMA DI ARRIVARE ALLA F40 DEFINITIVA, FURONO ALLESTITI ALCUNI ESEMPLARI SPERIMENTALI DELLA GTO EVOLUZIONE (Immagini sotto):
Nel caso della F40, la cui aerodinamica ed estetica è profondamente evoluta, al punto da distinguere a fatica da quale berlinetta deriva, di base (sempre la serie 308/328, almeno per quanto riguarda la cellula centrale), non solo il successo commerciale è tale da sfondare ripetutamente il limite di vetture previste inizialmente, ma ne verrà poi ricavata anche una versione racing specifica, denominata F40 LM (1989), che parteciperà effettivamente a diverse competizione, seppur sempre in mano a team e piloti non ufficiali.SFOGLIA L’ARTICOLO ORGANIZZATO DA FABRIZIO FERRARI:
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