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In questo articolo, di Matteo Panini, unitamente alla documentazione storica messa a disposizione dal giornalista e designer Fabrizio Ferrari, proviamo a far luce su una delle vicende più controverse e meno conosciute della Terra dei Motori: quella della LIFE Racing Engines di Ernesto Vita, capace di dar vita addirittura ad un motore a 12 cilindri su tripla bancata, da utilizzare su una Formula 1 dell’epoca (fine anni 80/primi 90), ma non solo. Infatti, dalla documentazione, sono emersi persino i disegni di una GT stradale a motore centrale, addirittura un 18 cilindri derivato dal 12 cilindri a tripla bancata della F1, con telaio in fibra di carbonio!

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La regola della doppia “V”

All’inizio degli anni ’90, abbiamo visto in Italia la nascita di una nuova generazione di supercat, tanto per rinfrescare la memoria possiamo ricordare le varie Cizeta V16T, Bugatti EB110, Iso Grifo 90, Jaguar X] 220, Porsche 959.
Avevano tutte in comune molti punti: erano pezzi rari costruite tutte a mano, prestazioni esagerate con soluzioni tecniche che sfioravano la tecnologia spaziale, insomma gioielli per pochi intimi, un po’ per investimento e un pò per elevare la noia delle solite G’T’.
Le caratteristiche tecniche crano il fiore all’occhiello di questi razzi omologati, la Cizeta per esempio sfoderava un podcroso 16 cilindri a V, la Bugatti inizialmente nata c o n u n telaio in alluminio estruso fini per essere contagiata dalle fibre composite, l’importante era sbalordire esagerando.

In mezzo a questo lussuoso vespaio come ogni favola che si rispetti, esisteva il brutto anatroccolo: la Life 18 W Ebbene sì abbiamo trovato anche questo miraggio automobilistico degli anni ’90 realizzato solo in parte, ma veniamo alla storia.
Nel 1987 nasce a Marancllo la Life Racing Engines, con lo scopo primario di progettare e sviluppare un motore da formula uno; il suo fondatore Ernesto Vita, riesce nell’impresa di far tomare al lavoro Franco Rocchi, progettista della maggioranza dei motori da formula uno della Ferrari, libero e a briglia sciolte Rocchi rispolvera un suo vecchio mito, bocciato in Ferrari: il motore stellare a tre bancate.

SFOGLIA IL LIBRO (RARISSIMO) DELLA LIFE RACING ENGINES:

1’8 dicembre del 1988 al PalaTrussardi di Milano durante la premiazione dei “Caschi d'()ro” di Autosprint, viene presentato il Life F 35. E’ un dodici cilindri a doppio V di 3500 cc con le due bancate a V di 60°; tre bancate di quattro cilindri ognuna che riducevano il motore alle dimensioni di un tradizionale otto cilindri: lunghezza 530 mm, larghezza 704 mm c altezza 471,5 mm.
Le bielle crano solo quattro, visto che ogni biella aveva vincolate altre due biellette, era una delle caratteristiche dichiarate eccezzionali, a tal punto come si vedrà poi, se il motore superava i 6500 giri andavano in vibrazione e si rompevano.
La bancata centrale e quella di destra avevano l’aspirazione dallo stesso lato, mentre la bancata di sinistra volgeva al centro il lato scarico; era comunque un “reginetto” di bellezza estetica.
La Life dichiarava un rapporto di compressione 13:1 con una potenza stimata di 600 Hp a 12500 rpm; l’accensione era della Magneti Marclli il tutto per un peso di 140 Kg. Finita la progettazione del motorc, vengono subito imbastiti tre motori che iniziano a gitare al banco grazie anche alla esperienza di Luciano Gozzoli, ma il sogno di Vita non si ferma qua: preso dalla cuforia dei primi vagiti imbastisce subito una formula uno con un vecchio telaio di 3000 con un cambio trasversale a 6 rapporti totalmente progettato in Life da Walter Salvari, forse l’unica cosa di buono in tutta la macchina.
Per lo svezzamento della creatura ingaggia Gary Brabham, poi sostituito dall’onesto Bruno Giacomelli, e nel 1990 si iscrive al campionato di F1; saranno state le prequalificafioni a tagliola, la scarsa esperienza i pochi soldi arrivati da munifici sponsor russi; la Life F1 35 non riuscì a qualificarsi ncanche una volta subendo anche l’onta di montate un motore Judd ex Leyton House nelle ultime gare; Un fallimento stellare.

Ma Vita in tutta questa avventura astrale aveva avuto anche il tempo per progettare una vettura Gt per cimentarsi nel fantastico mondo delle supercar; di questa vettura rimane ben poco anche se a detta dello stesso tutto cra già stato pianificato; il motore avrebbe dovuto essere un 18 cilindri stellare a tre bancate derivato direttamente dal motorc F 35, con telaio in materiali compositi direttamente derivato dalla Life F1 35 con prestazioni sconosciute.

GUARDA LA GALLERY DEI FIGURINI E RENDER DELLA GT STRADALE:

Della vettura oggi rimangono solo i bozzetti a ricordare la scia di una meteora troppo stellare e poco tertestre.

Articolo di Matteo Panini

PER SAPERNE DI PIU’ (leggi – clicca qua)

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