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  • La Panda 4×4 compie quarant’anni e l’Ente Heritage di Stellantis celebra l’anniversario con due regali speciali, che rendono omaggio a un modello leggendario divenuto sinonimo di libertà e avventura.
  • Il primo tributo è una suggestiva clip-video (link), che ripercorre le straordinarie imprese dell’icona Fiat in giro per il mondo, mentre il secondo è la messa in vendita della Panda 4×4 Heritage: versione Trekking del 2001, di proprietà del Gruppo, completamente restaurata e riportata allo splendore originale.
  • Con 800.000 unità vendute e declinata in tutte e tre le generazioni del modello “Car of the Year 2004”, la Panda 4×4 annovera una lunga serie di primati tecnologici, raid off-road e premi internazionali.
     

La Panda 4×4, il leggendario modello di casa FIAT che seppe coniugare la comodità di un’utilitaria pensata per le famiglie e le più alte prestazioni anche sui terreni più ostici, incarnando al meglio lo stile italiano e diventando a tutti gli effetti una vera e propria icona intramontabile, compie quarant’anni.

Per festeggiare l’anniversario, il team Heritage di Stellantis ha realizzato un doppio regalo: il primo è una suggestiva clip-video (link), che ripercorre alcune delle sue avventure più avvincenti in giro per il mondo, mentre il secondo è il restauro di una Panda 4×4 Trekking del 2001, un esemplare con pochissimi chilometri che ha passato tutta la sua vita all’interno dello stabilimento di Mirafiori a Torino svolgendo il suo compito di vettura di servizio. Tornata al suo splendore originale, la vettura è stata messa in vendita e ha fatto il suo debutto al recente Salone Auto e Moto d’Epoca di Bologna, destando curiosità e apprezzamento per il restauro conservativo effettuato dal team di Heritage. Per maggiori informazioni sull’acquisto di questo pezzo unico è possibile scrivere al seguente indirizzo mail oppure accedendo al sito (link).

Dichiara Roberto Giolito, Head of Stellantis Heritage (Alfa Romeo, Fiat, Lancia, Abarth): In un mondo più che mai fugace, Fiat Panda 4×4 ha saputo scrivere una pagina indelebile nel cuore delle persone, accompagnandole in questi 40 anni ricchi di emozioni e libertà, come dimostrano le oltre 800.000 unità vendute dal 1983 ad oggi. Del resto, le Panda 4×4 nascono per vivere l’avventura all’aria aperta, con piglio deciso e sicuro, qualunque sia la condizione metereologica o il percorso d’affrontare. E la Panda 4×4 Trekking del 2001 che abbiamo restaurato non fa eccezione. Dopo aver prestato servizio nello stabilimento torinese di Mirafiori, abbiamo pensato che fosse venuto il momento di riportarla nel suo habitat naturale: percorsi avventurosi, montagne da scalare o semplicemente un bel giro in centro. Siamo orgogliosi di questa vettura, che riporterà l’allegria e la spensieratezza di un tempo a un collezionista amante del Made in Italy”.
 

La prima generazione, protagonista dei raid più avventurosi ai quattro angoli della Terra
La storia della Panda 4×4 inizia nel 1983, solo tre anni dopo il debutto ufficiale del modello disegnato da Giorgetto Giugiaro, ossia la famosa compatta berlina due volumi, due porte e portellone con motore e trazione anteriore. Forte del successo inziale della Panda, quindi, FIAT decide di lanciare una versione a trazione integrale non soltanto dalle ottime caratteristiche off-road ma, soprattutto, dal prezzo contenuto, nel pieno rispetto della sua filosofia costruttiva che da sempre punta a rendere semplice e accessibile a tutti la tecnologia più avanzata, con in più la simpatia e la gioia tipiche del vivere italiano.

Ecco perché nel 1983 FIAT si affida alla società Steyr-Puch, leader nel settore delle trasmissioni integrali, che trasforma la versatile utilitaria in un piccolo e leggero veicolo fuoristrada. Nello specifico, il sistema 4×4 sviluppato per la Panda è semplice e robusto: infatti, basta tirare la leva specifica, posta sul tunnel, per dare trazione alle ruote posteriori senza il supporto di un differenziale centrale. Da qui la raccomandazione di inserirla solo su fondi a scarsa aderenza e a basse velocità. La produzione avviene in due fasi: in Austria si occupano della trasmissione completa (frizione, scatola del cambio, albero di trasmissione diviso in tre parti e assale posteriore con differenziale e freni), che poi viene spedita e assemblata con il resto della vettura nello stabilimento Fiat di Termini Imerese (PA). Altra peculiarità del modello integrale è il cambio a cinque marce, su cui spicca la cosiddetta “primina”, ovvero un rapporto della prima marcia sufficientemente corto da consentirle di superare con una certa disinvoltura anche le pendenze più difficili.

Equipaggiata con un propulsore di 965 cm³ da 48 cv, successivamente cresciuto in cilindrata fino a 1108 cm³ nelle ultime versioni, la Panda 4×4 è il primo esempio di un’utilitaria con motore trasversale e sistema 4WD.
Oltre al sistema integrale, la nuova vettura vanta un’altezza minima da terra di circa 18 cm, un peso a vuoto di soli 740 kg e ottimi angoli off-road che le consentono di superare pendenze di quasi il 50%. Completano le dotazioni fuoristradistiche gli pneumatici tassellati e le fasce protettive nella parte inferiore delle fiancate e intorno ai passaruota. Queste caratteristiche ne fanno la vettura ideale tanto per l’uso quotidiano quanto per affrontare i percorsi più tortuosi, ma soprattutto vanta un prezzo imbattibile che la rende accessibile a tutti. Oltre alle versioni “base” e “S” della Panda 4×4, si succedono nel corso degli anni diversi allestimenti, tra cui Trekking, Country Club (versione dotata di un inclinometro sul cruscotto che misura l’angolo d’inclinazione del veicolo) e l’edizione limitata Panda 4×4 Sisley con interni specifici e una ricca dotazione di serie.

La sua immagine di esploratrice inarrestabile viene amplificata e certificata da una lunga serie di imprese in giro per il mondo, come i leggendari “Raid del Coraggio” organizzati dal tour operator specializzato “Safariland” e dedicati a piloti non professionisti che, a bordo della Panda 4×4, vogliono attraversare un continente con itinerari in fuoristrada. La prima di queste imprese avviene nel 1985, quando cinquanta Panda 4×4 prendono parte al raid africano partendo da Roma e mettendosi in viaggio alla volta dapprima di Tunisi e successivamente di Abidjan, località della Costa d’Avorio che dista all’incirca 14.000 Km dall’Italia, raggiungibile solamente tramite percorsi su piste sahariane attraversando il deserto. Il format di Safariland piace così tanto che negli anni si susseguono altre imprese avventurose. Ad esempio, nel 1986/1987 una carovana di Panda 4×4 sfida, e supera, i meandri dell’insidioso entroterra australiano percorrendo oltre 7.000 chilometri. Stesso successo per il raid organizzato in Islanda nell’estate del 1987, tra spettacolari ghiacciai e geyser, e per quello ambientato nell’intricata foresta amazzonica a cavallo tra il 1987 e il 1988. E sempre 50 Panda 4×4, nell’inverno del 1989, si cimentano nell’India misteriosa e mistica, percorrendo 4.000 Km. Ma forse il più emozionante è la Parigi-Pechino del 1989, che prevede l’attraversamento di undici Paesi, per un totale di 22.000 Km. Impeccabile come negli altri raid, la carovana di Panda 4×4 non raggiunge la capitale cinese a causa del fermento sociale che sfocia nelle proteste di Piazza Tienanmen. Meta raggiunta, invece, nella primavera del 1985 con la Marco Polo Expedition, organizzata dall’esploratore e produttore televisivo Beppe Tenti, che a bordo di tre Panda 4×4 e un veicolo 4×4 Iveco ripercorre la Via della Seta, da Venezia a Pechino. È la prima volta che dei mezzi occidentali passano l’Himalaya per raggiungere Lhasa (Tibet) e Pechino.
 

La seconda generazione sul tetto del mondo
La passione per le sfide appartiene anche alla seconda generazione di Panda 4×4, quella che nasce sulla base del nuovo modello che fa il suo esordio nel 2004 aggiudicandosi, per la prima volta per una compatta del segmento A, il prestigioso titolo “Car of the Year 2004”. Prodotta nello stabilimento polacco di Tychy, i primi esemplari della seconda generazione sono proprio la Panda 4×4 e la sua variante “Climbing”, alle quali si aggiungerà, a partire dal 2005, la versione Cross che si caratterizza per un frontale inedito, un paraurti totalmente ridisegnato e nuovi fari circolari. Due le motorizzazioni in gamma: il 1.2 a benzina da 60 CV e, dalla fine del 2005, il turbodiesel 1.3 Multijet da 69 CV, che ha contribuito in maniera decisiva a fare della Panda 4×4 la fuoristrada più venduta in Italia per tre anni consecutivi (2006, 2007 e 2008). La maggiore novità è rappresentata dal passaggio dalla trazione integrale inseribile della prima Panda 4×4 a un sistema di trazione integrale permanente, completamente meccanico e dotato di giunto viscoso, che sarà sostituito nel 2008 da una frizione elettroidraulica. In dettaglio, il sistema 4×4 entra in azione automaticamente in pochi istanti, non appena rileva una perdita di aderenza delle ruote anteriori, trasferendo gradualmente la coppia anche all’assale posteriore. All’esterno, spiccano le fasce di protezione in plastica grezza sulle fiancate e i paraurti rinforzati, anch’essi provvisti di uno scudo paracolpi non verniciato nella tinta di carrozzeria.

Seguendo le orme della prima, anche la seconda generazione di Panda 4×4 viene messa alla prova su percorsi tortuosi e ricchi di insidie. Nel 2005, partendo da Kathmandu, a circa 1355 metri sul livello del mare, la squadra capitanata da Angelo D’Arrigo, aviatore e paracadutista italiano che ambiva a planare dalla catena montuosa più alta al mondo, affronta i ripidi sentieri della catena himalayana a bordo di due Panda 4×4, utilizzando un carburante di bassa qualità un po’ per necessità e un po’ per testare ancor di più la resistenza del modello. Dopo aver attraversato il Nepal e aver raggiunto il campo base dall’Everest a 5200 metri d’altezza, anche contro i pronostici dei più scettici, la Panda 4×4 dimostra la sua anima avventurosa e tenace agli occhi del mondo.
 

La terza generazione concluse la leggendaria Dakar 2017
Arriviamo così al 2012, quando il testimone passa alla terza generazione di Panda, disegnata da Roberto Giolito prendendo spunto dal concetto stilistico dello “Squircle”, ossia una forma geometrica generata dall’incontro tra un quadrato e un cerchio, dove il primo simboleggia l’efficienza e la robustezza mentre il secondo rappresenta la gradevolezza e la flessibilità. Il risultato finale è un elemento regolare e maneggevole, ma al contempo divertente e giocoso. Proprio come la simpatica e versatile Fiat Panda.

Tornata ad essere prodotta in Italia, precisamente nello stabilimento Gianbattista Vico di Pomigliano d’Arco in Campania, la nuova Panda 4×4 presenta, a livello estetico, dei rinforzi atti a non danneggiare la carrozzeria percorrendo i tratti più tortuosi. Invece, a livello tecnico, la vettura viene totalmente riprogettata per dotarla delle caratteristiche di un autentico fuoristrada di prima categoria. Così, in appena 3,7 metri, si combinano perfettamente tre caratteristiche uniche nel panorama automobilistico: le dimensioni esterne e l’agilità di una city car; le prestazioni e i contenuti di un SUV di segmento superiore; e il sistema di trazione tipico di un vero fuoristrada. In particolare, la trazione integrale è di tipo permanente, con gestione elettronica e differenziale autobloccante elettronico (ELD – Electronic Locking Differential) che ripartisce la forza motrice tra le ruote dello stesso asse nel momento in cui una o entrambe cominciano a perdere aderenza. Da sottolineare che l’ELD è introdotto per la prima volta nel segmento proprio dalla Panda 4×4. Il suo look avventuroso e le numerose innovazioni tecnologiche contribuiscono certamente alla vittoria del titolo “SUV dell’anno del 2012” assegnato dalla prestigiosa rivista inglese “Top Gear”.

Una curiosità: nell’inverno del 2012 viene realizzata la Panda Monster Truck, un prototipo realizzato da FIAT in collaborazione con Mercurio Cinematografica, lo scenografo Andrea Faini e L’Officina di Fabio Gementi. Perfettamente funzionante, il veicolo speciale unisce una Panda 4×4 al pianale di una Jeep CJ7 4200 ed è dotata di ruote da trattore stradale con gomme “High Speed” del diametro di 150 centimetri e larghe 50 cm montate tramite delle flange in ferro pieno tornite appositamente. Il risultato finale è una Panda ‘big foot’ alta ben 390 centimetri (misurata al garrese), lunga 380 cm e larga 250 cm.  Per realizzarlo sono state impiegate poco più di due settimane di lavoro. .  , la Fiat Panda Monster Truck è stata impiegata per una serie di spot realizzati dall’agenzia Leo Burnett ed è attualmente conservata all’Heritage Hub di Torino.

Nel 2014 viene alla luce la versione Cross, che si presenta come un ulteriore passo avanti rispetto alla 4×4 grazie ad un’estetica rinnovata volta ad una maggior protezione del telaio, nuove tecnologie elettroniche e, soprattutto, nuove motorizzazioni. Ma la grande novità è il sistema “Torque on demand” che permette al conducente di selezionare, a proprio piacimento, l’assetto del veicolo e la sua modalità di trazione fra tre diversi livelli: AutoLock e Hill Descent.

Anche la terza generazione di Panda 4×4 viene messa alla prova su percorsi estremamente spettacolari e spesso insidiosi in giro per il mondo. Ad esempio, nel 2017 una Panda 4×4 Cross, ribattezzata PanDakar, affronta la leggendaria Dakar. È la prima vettura Fiat, derivata dall’utilitaria di serie, a tagliare il traguardo finale del raid per eccellenza. Condotta dal team Orobica Raid, composto dai veterani Giulio Verzeletti e Antonio Cabini, la PanDakar ha concluso con successo tutte le tappe della competizione toccando Argentina, Bolivia e Paraguay, per un totale di quasi 9.000 km, di cui più di 4.000 km di estenuanti prove speciali. Equipaggiata con un potente 2.0 Multijet da 180 CV, la vettura è stata sottoposta ad ogni genere di sollecitazione: 7 prove speciali hanno superato i 400 km, di cui una ha superato i 500 km; per ben 5 giorni e più di 2.200 km vettura ed equipaggio hanno dovuto fronteggiare le problematiche dovute alla carenza di ossigeno dovuta all’altitudine, mai sotto i 3.500 metri. Inoltre, le temperature spesso superiori ai 40°, unite all’estrema variabilità del tempo, hanno contribuito a mettere a durissima prova sia la resistenza meccanica della PanDakar, che quella fisica dell’equipaggio. Un successo ancora più significativo se si pensa che dei 93 equipaggi iniziali, solamente 53 hanno portato a termine la gara.

Non ultimo, l’indomita Panda 4×4 è l’assoluta protagonista del Panda Raid, un rally amatoriale di lunga distanza e endurance che si tiene ogni anno a marzo, dove più di trecento equipaggi – provenienti da tutto il mondo – affrontano un percorso di sette tappe nel deserto marocchino, senza l’ausilio di alcun navigatore satellitare, ma solo con l’utilizzo di mappe e bussole. L’edizione 2024 si svolgerà dal 1° all’8 marzo e, come sempre, vedrà correre insieme Panda storiche e recenti, versioni 4×4 e semplici trazioni anteriori, all’insegna di quella passione e libertà che l’icona Fiat ha saputo trasmettere in 40 anni di vita. Anche per questo motivo, di recente FIAT ha deciso di produrre un’edizione celebrativa della Panda a trazione integrale denominata “4×40° e realizzata in soli 1983 esemplari, in omaggio all’anno in cui tutto ebbe inizio.
 

La Panda 4×4 Heritage per rivivere nuove ed emozionanti avventure
Nata nel marzo del 2001, la Panda 4×4 Heritage – versione Trekking – fa parte di “Reloaded by Creators”, il progetto che si occupa del restauro da parte della Casa Madre di vetture classiche e della loro relativa reimmissione sul mercato. Dopo un restauro conservativo, ora è pronta per essere acquistata da un appassionato che vuole rivivere nuove avventure a bordo di un veicolo con un passato affascinante. Equipaggiata con il propulsore da 1108 cc e 54 cavalli, questo esemplare non ha mai lasciato lo stabilimento di origine poiché venne utilizzata solo per spostamenti all’interno di Mirafiori, vantando uno stato di conservazione notevole per l’età. Con meno di 40.000 km percorsi e in condizioni eccellenti, questa Panda si presentava come una candidata ideale per il restauro e la reimmissione sul mercato. Ogni dettaglio meccanico è stato rivisitato con la caratteristica precisione delle Officine Classiche di Heritage; la carrozzeria, anche se intatta, è stata riverniciata per ridonarle il suo originale splendore. Gli interni erano invece meravigliosamente conservati e sono stati mantenuti gli originali, per questo ancora più unici nel loro genere. Ed eccola sfavillante, fresca di restauro e pronta a scoprire un po’ di mondo, sfoggiando una piccola personalizzazione Heritage nella sua nuova veste di prezioso oggetto da collezione: d’altronde la sua gemella identica fa bella mostra di sé all’Heritage Hub di Torino. Per maggiori informazioni sull’acquisto di questa vettura è possibile scrivere al seguente indirizzo mail oppure visitare il sito ufficiale a questo link.