In questa puntata, dopo diverse dream car, concept e supersportive estreme, torniamo sulla terra ed esaminiamo questo progetto teorico di berlina monovolume, per l’epoca (anni 80) piuttosto avanzata in quanto a concezione degli spazi di bordo ed alla loro relativa gestione.
Come antecipato, si tratta di una berlina (sedan), con il classico schema meccanico con motore anteriore, 5 posti comodi, serviti dalle classiche 4 porte ed un ampio bagagliaio, accessibile da un altrettanto ampio e pratico portellone posteriore.
VEDI LA GALLERY DEI FIGURINI (SKETCHES):
Ma tra le caratteristiche piuttosto insolite di questa “sedan”, per l’epoca (in Europa, perchè in America già si sperimentava qualcosa di simile), notiamo soprattutto la generosa altezza del tetto da terra (oggi normale, ma all’epoca niente affatto per le berline) che, oltre a favorire la configurazione monovolume (MPV), con cofano corto e molto inclinato, senza soluzione di continuità con l’ampio ed altrettanto inclinato parabrezza, che vanno a configurare un abitacolo molto spazioso ed al tempo stesso anche piuttosto avanzato (il muso è relativamente corto). Ma questa configurazione, di fatto monovolume, rompe con la tradizione dei minivan (aperta in Europa dalla Renault Espace nel 1984, ma già presente da prima negli USA, con gli MPV). Ed infatti è la zona posteriore, che riporta in parte l’equilibrio in direzione sedan (berlina), con un accenno di coda piuttosto alta, a seguire l‘inclinatissimo ed ampio lunoto (un pò come poi è stato per la FIAT Croma, che infatti presenta anch’essa il portellone posteriore, a differenza delle normali berline delle’poca, che invece avevano il normale cofano bagagliaio in coda).
SEDAN MPV model
E l’originalità di questa SEDAN MPV, per l’epoca (non dimentichiamo mai che siamo negli anni 80), di fatto sta tutta in questo strano incrocio, o “contaminazione” tra berlina e monovolume, all’epoca niente affatto scontato, ne tanto meno comune (mentre oggi è quasi la normalità).

SEDAN MPV
Di questa vettura, ho poi declinato due versioni: una prettamente MPV, di media lunghezza (entro i 4,50 metri, circa) ed una meno MPV e più “LIMOUSINE”, vale a dire più lunga, oltre i 5 metri complessivi ed anche leggermente più bassa e filante, che più si avvicina al gusto delle sedan di lusso dell’epoca, senza però tradire lo spirito dello studio.

SEDAN LIMOUSINE
Per entrambe l’impianto stilistico ė praticamente lo stesso, solo con una leggera variazione nel posteriore che ora vediamo.
Nella versione originale MPV, di classe media, il cofano anteriore è piuttosto corto ed il muso, piuttosto bassso, adotta gruppi ottici a sviluppo orzzontale, una mascherina quasi chiusa ed un paraurto avvolgente che incorpora la presa d’aria per il radiatore: una conformazione molto comune all’epoca, con pochi spunti di originalità.
Lateralmente, si nota soprattutto la grande estenzione delle superfici vetrate, per effetto di una linea di cintura piuttosto bassa e che sale leggermente verso il posteriore, terminando con un terzo finestrino fisso arrotondato.
VEDI LA GALLERY DEI RENDERING (MPV version):
Il posteriore, come giá accennato, é molto alto e tronco, al punto che, oltre al fortemente inclinato lunotto, è stata ricavata un’ulteriore fascia trasparente appena sotto lo spoiler, tra questo e la fanaleria posteriore.Se si eccettua la superiore lunghezza del cofano anteriore della versione Limousine (al punto che non risulta più perfettamente allineato al parabrezza), la vera differenza di questa versione, come anticipato è nel posteriore e nella fattispecie nei gruppi ottici che, nel caso della Limousine, sono estesi per tutta la larghezza dell’auto, andando a creare una fascia luminosa (con le varie funzioni delle luci d’arresto, retronebbia, ecc.) che si snoda anche intorno al portatarga, contornandolo e donando a tutta l’auto una maggiore sensazione di lusso e “presenza”.
VEDI LA GALLERY DEI RENDERING (LIMOUSINE version):
Per il resto, entrambe le versioni adottano un pratico e funzionale portellone posteriore che, sollevando tutta la parte posteriore, comprensiva dell’esteso lunotto, ovviamente permette agevolmente di caricare anche oggetti piuttosto ingombranti.
Un progetto di ricerca teorico si, ma anche piuttosto concreto e vicino ad un possibile modello di produzione, all’epoca ancora abbastanza innovativo ed oggi invece piuttosto comune e quasi banale. Ma anche questo potrebbe essere un segno di quella che era una certa visione sul futuro.



La prossima volta cambieremo ancora argomento e tema, pur rimanendo sempre negli anni 80. Continuate a seguirci.
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VIDEO Collection – Old sketches from ISSAM Modena (by Fabrizio Ferrari, late 80’s)
VIDEO Collection – Manual sketches from ISSAM (by Fabrizio Ferrari – time: 1987-90)
L’Istituto Superiore di Scienza dell’Automobile di Modena (ISSAM)









