Continuando, per il momento, con i miei progetti formali di ricerca, dal mio periodo di formazione a Modena (1987-1989), oggi vado a riesaminare e vi propongo una mia ricerca su un ipotetico coupé sportivo di lusso.
Siamo sempre verso la fine degli anni 80 e, all’epoca, il mio ideale per questo genere di auto, non poteva essere che la Lamborghini Espada (vedi – link), una delle più geniali intuizioni di Ferruccio Lamborghini, magistralmente interpretata da Bertone, grazie alla matita di Marcello Gandini.
COME EVOLVERE UN CAPOLAVORO: DALLA ESPADA ALLA “TORNADO”
Senza alcun dubbio, la Lamborghini Espada resta ancora oggi un esempio assoluto, un concetto davvero innovativo che, di fatto, non é mai stato davvero superato dai tempi.Evolvere un tale capolavoro in chiave moderna non era certo facile ma, proprio per questo la sfida mi intriGava parecchio.
Ecco dunque che, partendo dall’ottimo concetto di base, tentai di estremizzarlo ed evolverlo al massimo.
La silhoette principale divenne così ancora più filante e tesa, quasi esasperatamente tesa: il parabrezza ancora più inclinato, il musetto ancora più basso, con fari carenati o, in alternativa a scomparsa (siamo alla fine degli anni 80); mentre il posteriore si faceva ancora più possente e voluminoso, sia per garantire un’ancora migliore scia aerodinamica, sia anche per favorire al massimmo i volumi interni.
In questo modo, senza alcun dubbio, era garantito un capace bagagliaio posteriore (il motore é anteriore, come sulla Espada, ovviamente) e pure un adeguato spazio per le teste dei passeggeri sul divanetto posteriore.
L’unica criticità vera di un’architettura di questo genere, resta senz’altro la visibilitá posteriore. Infatti, già sull’Espada il problema era sentito, ed era stato brillantemente risolto con un lunotto aggiuntivo verticale, nello specchio di coda.
SOLUZIONI GENIALI ED ESTREME, ANCORA OGGI D’ATTUALITÁ
Una soluzione geniale che anche la mia “Tornado” riprende, evolvendola. Infatti, tutta la zona posteriore é generosamente provvista di superfici vetrate: lunotto molto inclinato che finisce con uno spoiler aerodinamico, l’ulteriore lunotto verticale e anche una serie di finestrini laterali, all’interno dei quali sono “annegati” i montanti strutturali del tetto (telaio). Una soluzione all’epoca molto all’avanguardia, che favorisce sia l’aerodinamica, sia l’estetica (oltre alla migliore visibilitá) e che oggi é una pratica quasi comune.Il posteriore molto alto, pensai poi di “alleggerirlo” visivamente grazie ad una fanaleria orizzontale, che divide otticamente in due lo specchio di coda, oltre ad un paraurto (bumper), piuttosto alto e scavato inferiormente, per ricavarne un grande scivolo estrattore dal fondo vettura.
Soluzioni certo estreme che però anche ci stanno su una Lamborghini e soprattutto, che evolvevano un concetto che io credo sia ancora oggi attuale, cioé quello del coupé estremo, aerodinamico, ma spazioso per 4 passeggeri e con un discreto bagagliaio. Un concetto che non credo affatto sia invecchiato più di tanto, se non per quanto riguarda l’altezza del tetto da terra, che oggi forse considererei un pò più generosa.








