Proseguendo ancorta nel nostro lungo cammino negli anni 80, un periodo molto prolifico e di grande sviluppo mentale per il sosttoscritto, questa volta vi presento un altro dei miei argomenti preferiti, ovvero una “Show Carr” estrema.
Si tratta ovviamente sempre di un progetto teorico, dove andavo ad esplorare i confini tra la normale produzione ed il vero e proprio prototipo di ricerca.
Le caratteristiche ci sono tutte: spettacolarità, forme estreme, utilizzo dei materiali innovativo e spregiudicato. Ovviamernte il tutto declinato sul classico schema di supersportiva “mid-engine”: ovvero due posti secchi con motore posteriore/centrale.
VEDI LA GALLERY DEI FIGURINI (sketches):
Tutto sommato, le forme sono anche abbastanza regolari e coerenti, ma è l’insieme che si spinge sempre ai limiti, in ogni singolo particolare.Sicuramente la parte che più colpisce la fantasia è quella anteriore, con la forma ed il trattamento del cofano.
In effetti, la forma a cono che finisce a punta, in colore constrastante rispetto al resto della vettura, suggerisce l’idea di un abitacolo che si spinge in avanti a fendere l’aria.
E, mentre il resto del muso, molto basso e piatto (all’epoca l’urto pedone non era ancora considerato più di tanto), si completa con una fanaleria integrale, a formare un’unica linea orizzontale, interrrotta al centro solo dalla punta del cono centrale del cofano. I gruppi ottici sono ancora di tipo tradizionale e carenati (niente led all’epoca) e posizionati nella parte superiore del musetto, comunque estremamente basso e profilato.
Per quanto riguarda il padiglione, torna ancora una volta il motivo della cupola tutta vetrata, costituita da un enorme parabrezza molto inclinato e vasto (per superficie), il classico tetto trasparente ed un lunotto molto bombato che chiude a ogiva, su un posteriore molto alto e compatto. Posteriore completato superiormente da un doppio alettone integrato, diviso al centro da un prolungamento della carrozzeria, originato dalla parte posteriore dell’ogiva del lunotto; lunotto che in realta è solo la copertura del motore, che resta così a vista (il vero lunotto è verticale, interno, sopra al parafiamma, a dividere l’abitacolo dal vano motore).
Mentre lo specchio di coda è completato da gruppi ottici a sviluppo orizzontale, uniti al centro da una grigliatura di sfogo del vano motore. Nella parte inferiore del paraurto posteriore, l’irrinunciabile scivolo estrattore aerodinamico.
Infine la fiancata, tutto sommato semplice e lineare, con solo un’uscita d’aria dietro ai passaruota anteriori ed una presa d’aria nella parte bassa davanti ai passaruota posteriori, in parte dissimulata da lamelle aerodinamiche.
VEDI LA GALLERY DEI RENDERING:
In definitiva, un design tutto sommato regolare ed equilibrato, pur nella sua sostanziale ricerca degli estremi che, complice anche la finitiura bicolore, attrae comunque l’attenzione su un oggetto assolutamente spettacolare fuori dal comune, ripeto, pur nella sua semplicità di base.

La prossima volta vi anticipo che vedremo ancora un altro progetto teorico degli anni 80. Di che genere di auto? Contnuate a seguirci e lo vedrete. A presto.
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VEDI ANCHE:
VIDEO Collection – Old sketches from ISSAM Modena (by Fabrizio Ferrari, late 80’s)
VIDEO Collection – Manual sketches from ISSAM (by Fabrizio Ferrari – time: 1987-90)
L’Istituto Superiore di Scienza dell’Automobile di Modena (ISSAM)









