Skip to main content

Restiamo sempre negli anno 80 e, dopo la mia Kitt di Supercar (vedi Cap.19), non poteva mancare un altro dei miti di quegli anni: l’auto di “Ritorno al Futuro”! Ovviametnte la mia personale versione della De Lorean di Giugiaro.

Nel mio periodo di studi sul car design, avevo la possibilità di sperimentare, con una certa libertà, in molteprlici e differenti esercizi teorici e, in questo caso, pensai ad un coupè futuristico, ma non troppo, soprattutto un’auto comunque versatile, ed ora vedremo il perchè.

La ragione della versatilità, semplicemente sta tutta nel design, con una linea che include la doppia possibilità teorica, di un motoire anteriore (piuttosto compatto e basso, per la verità, tipo un 6 cilindri boxer o qualcosa di simile), naturalmente con 4 posti comodi ed un ampio poirtellone posteriore, per il carico dei bagagli.

Questa la versione di base, l’idea originale ma, considerato il design dell’auto, è possibile anche adottare un motore piû grande ed ingombrante, tipo un V8 o, all’occorrenza anche un V12, ma ovviamente in posizione posteriore centrale.

In questo caso i posti diventano i classici 2 “secchi” e il portellone posteriore si trasforma in un cofano con ampie grigliature di sfogo.

VEDI LA GALLERY DEI FIGURINI (SKETCHES):

Ma, vediamo ora piû nel dettaglio come ho concepito il design di quest’auto, sportiva e futuristica (per i tempi, ovviamente) al tempo stesso.

L’idea di base era quella di creare un “siluro” aerodinamico, con una linea molto pulita e penetrante, quindi con un abitacolo completamente vetrato e superfici molto pulite: parabrezza molto esteso ed estremamente inclinato e lunotto idem, creando una linea unica dal paraurto anteriore, sino allo spechio di coda, dove il lunotto termina con un ampio spoiler aerodinamico.

Anche il musetto, molto basso, con un cofano anteriore inclinato quasi sulla stessa linea del grande parabrezza, comprende alcune soluzioni originali per i gruppi ottici. Non i classici a scomparsa che, in questi casi andavano per la maggiore, ma una soluzione di gruppi ottici incassati e poi, a scelta del cliente, protetti da una carenatura, che poteva essere trasparente e fissa, oppure mobile (la lama scorre all’interno del muso stesso, scoprendo i gruppi ottici, all’occorenza, in fase di accensione). Questa seconda soluzione, anche se leggermente piû complicata, era una valida alternativa ai classici fari a scomparsa sollevabili, oggi vietati dalle norme di omologazione, mentre questa idea resta, di fatto ancora oggi praticabile.

La fiancata, molto semplice a pulita, si caratterizza, oltre che dalla linea superiore continua dal paraurto anteriore allo spoiler posteriore, anche per una linea di cintura che sale decisamente verso il posteriore, ma sempre in modo morbido e creando un leggero arco.

VERSIONE ORIGINALE CON MOTORE ANTERIORE E 4 POSTI:

VERSIONE CON MOTORE POSTERIORE/CENTRALE E 2 POSTI:

Nessuna presa d’aria a perturbare la pulizia della fiancata; infatti, se nalla versione originale con motore anteriore non era ovviamente necessaria, per quanto riguarda invece la soluzione con motore posteriore/centrale, la presa d’aria principale è ricavata sul fondo della vettura, carenato ma con una grande presa NACA al centro del fondo stesso, nella zona sottostante il tunnel centrale tra i due sedili; NACA che provvede a incanalare l’aria necessaria al vano motore posteriore, senza la necessità di aggiungere prese sulla fiancata o superiori, che avrebbero “sporcato” la linea pulita di questa coupè del futuro.

La coda, anch’essa piuttosto semplice e pulita, abbastanza alta e tronca, si caratterizza invece soprattutto per una doppia serie di gruppi ottici a fascia, che si sviluppano in senso orizzontale per tutta la larghezza dell’auto; fasce che, quando i gruppi ottici sono off, si presentano scure e quasi nere (come le stesse ampioe superfici vetrate dell’abitacolo), illuminandosi del colore richiesto (rosso, arancio o bianco) solo quando sono on.

VEDI LA GALLERY DEI RENDERING:

Infine, nota finale, che non poteva certo mancare, la irrinunciabile apertura ad ali di gabbiano delle porte, esattamente come la famosa De Lorean di Gigiaro del film “Ritorno al Futuro”!

Quasi dimenticavo: tra i rendering anche una speciale versione Spyder, di fatto non una vera scoperta (in quanto si scopre solo la parte posteriore, non il tetto), ma con la capottina in tela che si adagia sull’ampio posteriore e dotata di solido rollbar all’interno, indispensabile anche per sostenere l’incerniaratura delle porte ad ali di gabbiano (alle quali non rinunciamo). Chiaro che è maggiormente indicata per la versione con motore anteriore ed in questo caso i posti si riducono a 2 (+ 2 eventualmetnte di fortuna), ma tanto basta per dimostrare, una volta di più, la versatilità del progetto, seppur totalmente teorico.

Vi aspettiamo per il prossimo studio teorico degli anni 80. Abbiamo ancora molte sorprese e curiosità per voi, prima di passare ad altro ed estendere l’analisi storica, non solo temporalmente agli anni 90 e 2000, ma anche trattando veri progetti di auto speciali e non solo del sottoscritto. Alla prossima.

TI SEI PERSO LE PUNTATE PRECEDENTI? SEGUI IL CANALE SPECIFICO (link):

HISTORY OF CAR DESIGN (clicca qua)

VEDI ANCHE:

VIDEO Collection – Old sketches from ISSAM Modena (by Fabrizio Ferrari, late 80’s)

VIDEO Collection – Manual sketches from ISSAM (by Fabrizio Ferrari – time: 1987-90)

L’Istituto Superiore di Scienza dell’Automobile di Modena (ISSAM)